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domenica, 28 maggio 2017

Pubblicato: 22/10/2015

Violenza domestica: vietato tacere

Gela: nasce uno "sportello di ascolto" per le donne che subiscono abusi in famiglia. Nel comune nisseno ogni giorno almeno una vittima

GELA - Ogni giorno, a Gela, almeno una donna si presenta in ospedale per farsi curare dopo essere stata picchiata selvaggiamente dal marito, dal fidanzato, dal convivente o dal proprio ex compagno di vita. Secondo le statistiche del pronto soccorso ospedaliero, infatti, sono poco più di 500 (l'1% circa delle prestazioni totali) le donne che ogni anno subiscono violenze tali da essere costrette a sottoporsi a cure mediche. Altrettanto allarmante la violenza sui minori.

Ma il fenomeno avrebbe dimensioni molto più inquietanti perchè la maggior parte delle vittime non denuncia, preferendo soffrire in silenzio per paura di altra violenza o per il timore di scandali. Se n'è parlato oggi in municipio, a Gela, dove l'amministrazione comunale ha presentato lo "sportello di ascolto Anghelas", frutto di un progetto che, coinvolgendo una rete di soggetti sociali e istituzionali (azienda sanitaria, forze del'ordine, scuole, parrocchie, organi di informazione ecc.) intende fornire un "supporto ai minori e alle donne vittime di violenza".

Un sito web e un "numero rosa" affiancheranno lo sportello in un lavoro di assistenza e di prevenzione finanziato dall'unione europea e dal comune. La firma al protocollo d'intesa della rete antiviolenza sarà apposta ufficialmente il 26 ottobre, alle 9, durante un apposito convegno al teatro Eschilo di Gela.






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