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mercoledý, 31 agosto 2016

Pubblicato: 04/10/2015

Viaggio della speranza: un'odissea

Alluvione in Costa Azzurra. Stavano tornando da Lourdes, ma il maltempo li ha costretti a fermarsi nel sud della Francia. Tra loro molti siciliani malati e disabili

ROMA - Fermi ore e ore a causa dell'alluvione che ha colpito il Sud della Francia: 2.500 pellegrini italiani provenienti dal Santuario di Lourdes sono stati bloccati dal maltempo per un'intera giornata. Erano su cinque "treni bianchi" dell'Unitalsi e tra loro molti i disabili e i malati.

Si tratta di vetture super-attrezzate e autonome ma l'attesa che si è protratta per ore (dovevano arrivare in Italia oggi mentre sono riusciti a rimettersi in marcia dai binari francesi solo nel pomeriggio) ha destato qualche preoccupazione. Diretti in regioni diverse d'Italia sono stati colti dalla pioggia eccezionale in località diverse: Tolone, Marsiglia e Cannes. Per un treno, quello fermo a Marsiglia, la situazione si sblocca intorno a mezzogiorno, poi via via anche gli altri quattro convogli hanno ripreso la via del ritorno verso l'Italia.

I pellegrini che avevano visitato il santuario mariano più famoso di Francia (e del mondo) arrivavano da quasi tutta Italia, in particolare da Marche, Sicilia, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte Basilicata e Puglia. A fine giornata tira un sospiro di sollievo Salvatore Pagliuca, presidente dell'Unitalsi, l'associazione che si occupa dei pellegrinaggi delle persone malate o disabili. "Adesso che tutti i nostri treni stanno completando il loro viaggio di ritorno per concludere il pellegrinaggio a Lourdes voglio ringraziare i nostri soci, gli ammalati, disabili e tutti i volontari per la pazienza e la tranquillità con cui hanno affrontato le lunghe ore di attesa per far fronte all'emergenza". L'associazione si era già mobilitata per portare generi di conforto ai pellegrini bloccati attraverso auto e pulmini.

Ad avventura conclusa, Pagliuca ringrazia la Protezione Civile, le ferrovie francesi, Trenitalia, la Croce Rossa, e "in modo particolare i responsabili dell'Unitalsi a bordo dei treni, per come hanno saputo gestire l'emergenza, con la calma, la serenità e l'esperienza".

Per le oltre 20 ore di attesa i passeggeri a bordo dei cinque treni bloccati hanno infatti ricevuto costante assistenza sia dai volontari sul treno che da quelli giunti alle stazioni. In alcuni casi per stemperare paure e tensioni i volontari hanno improvvisato anche momenti d'animazione. Nessuno ha avuto problemi ma la preoccupazione chiaramente saliva col trascorrere delle ore. I momenti più difficili a Tolone, quando le autorità francesi stavano decidendo di far scendere dai treni i passeggeri per ospitarli negli alberghi. Una soluzione che preoccupava molto "perché a bordo abbiamo malati anche gravi, tra cui alcuni dializzati", aveva spiegato dall'Unitalsi.

Sui treni l'assistenza ai malati, grazie alla presenza anche di medici e infermieri, è rodata; ma una volta scesi la situazione poteva complicarsi. Poi il via libera a ripartire ha risolto l'impasse. Non è la prima volta che i "treni bianchi" dell'Unitalsi verso o da Lourdes rimangono bloccati: lo scorso anno, furono 600 i pellegrini, compresi 200 malati, a rimanere per ore alla stazione di Ventimiglia per lo sciopero dei ferrovieri francesi. Più grave quanto avvenne nel 2003, quando a causa di un black out in Francia rimasero bloccate per ore sui treni oltre 6.500 persone provenienti da tutta Italia.




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