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lunedý, 20 novembre 2017

Cara Mineo, Boschi valuta chiusura
Il direttore: "Svilito tanto lavoro"

Il dibattito. Il ministro per le Riforme alla Camera: "Gratitudine alle associazioni e ai volontari che hanno lavorato in questi anni". Maccarrone: "Vanno prima trovate altre collocazioni alternative"

CATANIA - Il Cara di Mineo ancora oggetto di polemiche. Ieri il ministro Boschi ha ventilato l’ipotesi di chiusura del centro, oggi si solleva il malumore di chi lo gestisce, parlando di grave errore di valutazione. Nel frattempo Salvini e la Lega Nord continua a soffiare sul fuoco, valutando il centro per richiedenti asilo più grande d'Europa con uno spreco da 100 milioni di euro.

“Il nostro paese deve fare la sua parte per migliorare la rete di accoglienza sul territorio, sul Cara di Mineo si sta valutando la chiusura, comunque a seguito degli accertamenti si cerca di portarlo a una gestione ordinaria” ha detto la ministra per le Riforme rispondendo al question time alla Camera. “A nome del governo vorrei esprimere la gratitudine alle associazioni e ai volontari che hanno lavorato in questi anni per favorire l'accoglienza dei migranti, facendo quello che non ha fatto l'Europa”.

Sulle parole del ministro, il direttore del Cara di Mineo, Sebastiano Maccarrone, solleva tutte le sue perplessità. "Parlare di chiudere il Cara di Mineo mi sembra come svilire il tanto lavoro fatto qua dentro, annullare tutti gli sforzi compiuti".

"Non vorrei essere scontato - ha aggiunto - ma da quando, era il 18 ottobre del 2011, siamo gli operatori del Cara di Mineo, dico che abbiamo dato delle risposte. Risposte ai richiedenti asilo che sono stati qua dentro e che hanno vissuto in modo dignitoso. Abbiamo erogato i servizi previsti ed anche oltre. Abbiamo proceduto a quelli che sono i vari percorsi in termini di accoglienza e di integrazione sociale. Di conseguenza abbiamo dato risposte allo Stato italiano ospitando, a volte, anche quattromila persone".

"Sul piano squisitamente personale - ha sottolineato Maccarrone - non mi cambierebbe nulla la chiusura del Cara di Mineo, ma la delusione sarebbe tanta. Tanta - ha evidenziato- da parte di chi, in questi anni, ci ha messo l'anima spendendosi non poco per 'mantenere su' una struttura così complessa che ha avuto, vissuto e superato in questi anni momenti di grande difficoltà e di tensioni".

"Non è comunque un centro che si chiude dal giorno alla notte - ha infine detto Maccarrone - Se lo dovessero chiudere vanno prima trovate altre collocazioni alternative perché ci sono pratiche pendenti di richieste di asilo, notifiche da effettuare per effetto degli esiti delle commissioni, richiedenti asilo che hanno avuto un diniego e che hanno fatto ricorso al tribunale di Catania. Si deve, insomma, tenere conto di tutto questo...".

Infine, a diversi giorni dall'uccisione dei coniugi di Palagonia, per il quale delitto è accusato un ospite del Cara, Maccarrone ha ricordato come ancora "la comunità è scossa, sgomenta e sdegnata e continua a dissociarsi e condannare totalmente il gesto del 18enne ivoriano".




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