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domenica, 28 agosto 2016

Pubblicato: 22/08/2015

Una flotta di profughi verso l'Europa

Sos di 23 barconi con tremila persone a bordo. A Palermo arrestati sei scafisti, drammatiche le testimonianze dei passeggeri. E la politica continua a litigare

ROMA - L'esodo di migranti verso l'Italia ha registrato oggi uno dei suoi picchi: a partire dalla notte scorsa, circa tremila persone su 23 imbarcazioni hanno lanciato l'sos nel Canale di Sicilia, al largo della Libia, e sono state salvate nel corso di numerose operazioni di soccorso.

Intanto a Palermo la polizia ha arrestato sei egiziani che erano alla guida di una imbarcazione con 432 persone, andata alla deriva in acque internazionali lo scorso 19 agosto: raccapriccianti i racconti dei migranti a bordo. A lanciare l'allarme dalla notte scorsa 16 gommoni e 7 barconi alla deriva, che hanno chiesto l'intervento dei mezzi di soccorso italiani ed europei schierati nel canale di Sicilia.

La Guardia Costiera italiana, che coordina gli interventi, ha inviato nella zona la nave Fiorillo e la nave Diciotti della Guardia Costiera, una nave norvegese inserita in Triton, 4 motovedette delle Capitanerie, mezzi della Marina Militare e della Guardia di Finanza. Grazie all'intervento di queste unità navali, circa tremila migranti sono stati salvati e recuperati nel corso della giornata. In particolare, quasi un migliaio di loro si trovano a bordo della nave norvegese inserita nel dispositivo Triton, altri 900 circa sono stati soccorsi dalle navi della Marina Militare Vega e Cigala Fulgosi mentre 580 sono stati recuperati da nave Fiorillo della Guardia Costiera.

Altri 500 migranti circa, infine, sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera salpate da Lampedusa. Intanto a Palermo la polizia ha arrestato sei egiziani che erano ai comandi di una imbarcazione, con 432 migranti, andata alla deriva in acque internazionali lo scorso 19 agosto. I migranti hanno denunciato le responsabilità degli scafisti e descritto le drammatiche condizioni vissute durante la traversata, raccontando le crudeltà subite dai sei arrestati.

Secondo le testimonianze, durante la navigazione decine di donne e bambini, terrorizzati, sarebbero stati chiusi a chiave sotto coperta e fatti uscire all'aria aperta soltanto dopo il pagamento di un ulteriore riscatto da parte dei familiari maschi con cui si erano messi in viaggio. L'ondata di arrivi non manca di provocare scintille polemiche.

"La Guardia costiera sta soccorrendo 3.000 clandestini. Ma stiamo scherzando? Qui si va oltre lo scafismo di Stato. Piena solidarietà alla nostra Guardia costiera e alla nostra Marina costrette da un governo di incapaci a sostenere un malaffare che pagheranno tutti gli italiani" tuona il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

"Altri 3.000 clandestini in arrivo su 22 barconi. Aiutateli, soccorreteli, curateli ma non fateli sbarcare", scrive su Facebook il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. Mentre il governatore lombardo Roberto Maroni con un tweet accusa il Governo di aver mandato gli immigrati a Mantova "in segreto" facendo riferimenti all'arrivo giorni fa in un albergo alle porte della città di 45 profughi senza che fosse avvertito il Comune.

Ma il sindaco mantovano, il dem Mattia Palazzi, non ci sta: "Maroni faccia un tweet in meno e dia una mano in più. È vero che non sapevamo nulla dell'ultimo contingente arrivato qualche giorno fa ed è evidente che i Comuni vadano coinvolti facendo la riforma del sistema di accoglienza, tuttavia non si può dimenticare che l'attuale distribuzione di quote di profughi è quella stabilita da Maroni quando era ministro dell'Interno", ha replicato.






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