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lunedì, 27 giugno 2016

Pubblicato: 13/07/2015

Invalsi, Italia a due velocità

Al Nord studenti che macinano tabelline e regole grammaticali, al Sud più refrattari. Ottimi risultati dagli alunni immigrati

ROMA - Esistono studenti al Nord che macinano tabelline e regole grammaticali a ritmi invidiabili. E poi ci sono colleghi al Sud, più refrattari a numeri e lettere. È ancora un'Italia divisa in due quella raccontata dalle prove Invalsi.

Nel nostro paese si continua a marciare a velocità diverse: nei quiz di matematica e italiano gli studenti del Nord mostrano risultati migliori rispetto ai compagni del Sud. Eccezion fatta per le Marche, un caso di eccellenza tutto da studiare, che tiene alto l'onore del Centro. Buone notizie anche sul fronte immigrazione: gli alunni di seconda generazione stanno alle costole dei compagni autoctoni.

Il gap tra le Regioni - sottolinea l'Invalsi nel rapporto sulle "Rilevazioni nazionali degli apprendimenti 2014-2015" - non comincia alle elementari. Il "punto di svolta" lo si registra in terza media: qui il Nord consegue risultati significativamente superiori alla media nazionale, il Centro si difende piazzandosi nella media, il Sud e le Isole registrano segno meno. La tendenza si accentua poi in seconda superiore, anche se la ridotta partecipazione alla rilevazione 2015 di varie regioni del Mezzogiorno e delle Isole ha in parte limitato l'attendibilità e rappresentatività dei dati.

In generale, se non è una sorpresa che regioni come Lombardia, Veneto e Friuli si confermino al top della classifica italiana con risultati dei loro studenti significativamente superiori alla media, desta più curiosità il caso Marche, che spicca fra le altre regioni dell'area Centro per i punteggi decisamente al di sopra della media nazionale in italiano e matematica, sia nella scuola primaria sia nella secondaria di secondo grado. "È il quarto anno consecutivo che la regione vanta risultati molto buoni", osserva il responsabile Area Prove Invalsi, Roberto Ricci.

Nella tornata di rilevazioni 2014-15, svolte su un campione di 6.655 classi delle 115.826 totali (2.245.676 studenti coinvolti), si segnalano per risultati particolarmente positivi nel grado secondario la provincia autonoma di Trento, la Lombardia e il Veneto, con risultati significativamente superiori alla media italiana in entrambe le prove sia in terza media che in seconda superiore.

La Lombardia ad esempio ottiene risultati superiori alla media italiana anche nella scuola primaria. Fra le regioni meridionali e insulari, Abruzzo, Molise e Basilicata registrano punteggi in linea con la media nazionale in tutti i livelli scolari. Maglia nera invece a regioni come Campania e Sicilia.

Nel Mezzogiorno la variabilità dei risultati è molto elevata anche tra scuole e classi: ciò si registra già nel primo ciclo d'istruzione, con un impatto preoccupante sull'equità del sistema educativo di queste aree del Paese. Diverso nel Settentrione, dove ad esempio gli istituti tecnici conseguono risultati, specie in matematica, buoni e paragonabili a quelli dei licei.

Indipendentemente da Sud o Nord, però, gli alunni italiani devono fare i conti con il loro "tallone d'Achille": l'argomentazione. I risultati delle prove parlano chiaro: il problema di matematica lo risolvono pure, ma poi non riescono a spiegare come sono giunti alla soluzione.

Ugualmente per l'italiano: gli allievi mostrano difficoltà ad affrontare testi espositivi, argomentativi e discontinui, ossia meno praticati nella quotidianità dell'attività scolastica. Infine, le performance degli studenti stranieri: si riduce il divario tra le seconde generazioni di immigrati e i coetanei autoctoni. "Questo dato - ha concluso il responsabile Area Prove dell'Invalsi, Roberto Ricci - dimostra che la nostra scuola riesce a fare un efficace recupero perequativo".




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