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lunedì, 26 settembre 2016

Bruxelles litiga, in mare si muore
recuperati 22 cadaveri in 2 naufragi

Canale di Sicilia. Il barcone affonda, ripescati 10 corpi senza vita al largo delle coste tunisine, si cercano i dispersi. Ieri altre 12 vittime: un gommone è colato a picco in acque libiche

CATANIA - Mentre a Bruxelles la politica continua a litigare su come ripartire nei paesi dell'Ue le decine di migliaia di disperati che fuggono dalla Siria e dalla Libia, nel Mediterraneo si continua a morire: ieri i corpi di 12 migranti sono stati recuperati dalla Guardia Costiera in un gommone semi affondato al largo della Libia, oggi alcune decine di migranti subsahariani sono annegati, al largo delle coste tunisine, nel naufragio dell'imbarcazione sulla quale volevano raggiungere l'Italia. 

Secondo quanto riferisce il sito Kapitalis, la Guardia costiera tunisina ha recuperato dieci corpi, mentre almeno altri venti sono stati avvistati. La tragedia è avvenuta nelle vicinanze dle porto El-Ketef, a Ben Guerdane, nel governatorato di Médenine. . Al momento le informazioni raccolte non consentono di accertare se vi siano dei superstiti. Secondo le prime indagini, l'imbarcazione era proveniente da una località della Libia.

I cadaveri recuperati sono stati trasferiti nel porto El-Ketef per avviare le difficili procedure di identificazione. Domenica scorsa, i corpi di altri cinque migranti subsahariani erano stati ripescati nella stessa regione, vicino al lago El-Bibane, che, insieme a quello El-Ketef, sono collegati al Mediterraneo e si trovano alla frontiera tra Tunisia e Libia.

Ieri un'altra tragedia, a una quarantina di miglia a nord della Libia nel primo pomeriggio, quando è arrivata una richiesta d'intervento alla centrale operativa della Guardia Costiera di Roma. Nella zona sono state dirottate nave Dattilo e nave Corsi, due pattugliatori d'altura, ed inviate due motovedetta da Lampedusa.

I primi ad arrivare sono stati i marinai di nave Dattilo, che hanno trovato 4 gommoni stracarichi di migranti, uno dei quali era semi affondato: solo la prua era rimasta a galla, mentre il motore e il resto dell'imbarcazione erano già sommersi. Immediati sono scattati i soccorsi e gli uomini a bordo sono riusciti a salvare complessivamente 393 migranti, 106 dei quali erano sul gommone affondato.

Ma nulla hanno potuto per quei 12 che erano finiti nel fondo del gommone: i loro corpi sono stati portati a bordo e sistemati sul ponte, accanto ai sopravvissuti. Gli uomini della Guardia Costiera hanno continuato le ricerche nella zona, per verificare la presenza di eventuali dispersi, ma al momento non sono stati individuati né vivi né cadaveri.

Le due motovedette partire da Lampedusa sono invece intervenute a poca distanza dal luogo del naufragio, recuperando un gommone con a bordo 106 persone. E gli interventi di soccorso non sono finiti: mentre nave Dattilo recuperava i corpi dei migranti morti e forniva assistenza ai sopravvissuti, un'ulteriore chiamata di soccorso ha segnalato la presenza di altre tre imbarcazioni poco distanti.

In serata, i tre barconi, con a bordo complessivamente 324 persone, sono stati soccorsi dai mezzi della Guardia Costiera ad una quarantina di miglia a nord della Libia. Il soccorso è avvenuto nella stessa zona del naufragio. Complessivamente dunque sono state salvate nella giornata di oggi 823 persone.

Il nuovo naufragio avviene a poco più di un mese dall'ultima tragedia nel canale di Sicilia: il 29 maggio scorso, infatti, nave Fenice della Marina Militare aveva soccorso un barcone partito dalla Libia con 217 persone a bordo. Sul fondo c'erano anche i cadaveri di 17 migranti: non erano annegati ma morti di stenti.

Due settimane fa, invece, era toccato ai disperati partiti dalla Turchia finire in fondo al Mediterraneo. Il barcone su cui viaggiavano si è capovolto a meno di 3 km dalla costa di Bodrum, una delle mete turche più frequentate dai turisti nonché uno dei principali porti da cui partono le crociere in caicco.




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