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sabato, 28 maggio 2016

Un italiano su due teme ricovero in ospedale

Nuccio Sciacca / 
Si ha paura di essere vittima di errori medici: evitabili oltre 300 mila incidenti l’anno

Dovrebbe essere un momento di sollievo perché l’ospedale è un luogo di cura, ma gli italiani varcano la soglia dei nosocomi con la paura di uscirne conciati peggio: un paziente su due teme di essere vittima di errori medici in clinica e lo spauracchio che più preoccupa è il sovraffollamento dei pronto soccorso, perché la maggioranza pensa che nel caos che spesso affligge i reparti di emergenza, sviste e dimenticanze possano essere più probabili.

Stando ai dati discussi durante il convegno 'Paziente sicuro in ospedale', organizzato dall'associazione Salute e Società Onlus e dall'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, sugli otto milioni di ricoveri che si verificano ogni anno in Italia si registrano 320.000 casi di danni o conseguenze più o meno gravi per il paziente provocati da errori in parte evitabili.

In circa due casi su tre gli incidenti sono diretta conseguenza di problemi organizzativi, solo in un terzo dei casi c'è una negligenza o imperizia da parte del personale sanitario. Nonostante questo, negli ultimi 25 anni il numero di denunce a carico dei professionisti è cresciuto del 300% e in tutta Italia le cause pendenti sono 12.000, per richieste di risarcimento danni superiori a 2,5 miliardi di euro a cui si aggiungono circa 13 miliardi di spesa per il Servizio sanitario nazionale dovuti alla medicina difensiva.

"Le situazioni in cui si può commettere un errore in corsia sono molte, ma tutti gli studi svolti a oggi indicano che la maggioranza degli sbagli potrebbe essere evitata – spiega Alessandro Boccanelli, presidente dell’associazione Salute e Società Onlus e co-presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (Sicge) –. L'84% degli errori viene commesso trascrivendola: il collega o l'infermiere non comprende la scrittura del medico che ha indicato la cura e questa viene modificata. La soluzione è banale: basterebbe scrivere sempre in stampatello sulle cartelle cliniche per prevenire moltissimi guai, visto che proprio gli errori di prescrizione sono responsabili in un caso su due degli "incidenti" durante i trattamenti, mentre gli errori di somministrazione sono il 26% e quelli di distribuzione il 14%. Si stima che ogni 100 ricoveri si verifichino circa 4 errori, ma solo un terzo è davvero colpa del medico: nella maggioranza dei casi i problemi derivano da un'organizzazione inadeguata, dall'uso di strumenti obsoleti, da incomprensioni banali sulla cartella clinica".

Tutto questo ha conseguenze economiche pesanti: le denunce per lesioni dei pazienti vittime di errori ospedalieri sono in crescita esponenziale, con un valore medio dei sinistri di circa 40.000 euro e quasi la metà dei casi riconducibili ai reparti di chirurgia generale, ortopedia e pronto soccorso.

"Purtroppo l'incremento delle denunce ha ripercussioni consistenti sull'attività dei medici – osserva Boccanelli –. Il 92% ritiene che l'impatto delle norme che regolano la responsabilità medico-legale sul normale svolgimento del rapporto medico/paziente sia molto forte, l'86% considera il rischio di subire una denuncia come uno dei fattori di maggiore preoccupazione professionale, l'83% teme di perdere il proprio patrimonio e il 77% la propria reputazione".                                                         




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