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venerdì, 30 settembre 2016

Pubblicato: 07/06/2015

Il piano Ue è già in ritardo


BRUXELLES - Mentre nel Mediterraneo l'emergenza profughi non accenna ad arrestarsi e si registrano nuove ondate di arrivi, il piano messo a punto dalla Commissione europea per fronteggiare la situazione con strumenti adeguati è ancora ai blocchi di partenza e rischia pure di subire dei ritardi.

Lunedì prossimo il ministro dell'Interno Angelino Alfano sarà a Bruxelles per incontrare il commissario Ue responsabile per l'immigrazione, il greco Dimitris Avramopoulos. E in questa sede si farà sicuramente il punto su tempi e modi per mettere in pratica la strategia varata a metà maggio da Bruxelles e già tradotta in numeri alla fine del mese scorso.

Quando è stato cifrato il numero dei rifugiati aventi diritto all'asilo che dall'Italia (24.000) e dalla Grecia (16.000) dovranno essere ricollocati in altri Paesi dell'Unione. Ad oggi comunque sulla strada per rendere pienamente operativo in tutte le sue parti il piano europeo restano diversi ostacoli di non poco conto. Innanzi tutto, nuvole nere si stanno addensando sul meccanismo per la ripartizione obbligatoria, mai digerito da diversi Paesi del Nord (tra cui Ungheria, Slovacchia e baltici) a cui si sono nel frattempo aggiunti, con varie obiezioni, anche altri.

Nodi che arriveranno al pettine alla metà della prossima settimana, quando i rappresentanti permanenti dei 28 si incontreranno per preparare i lavori del Consiglio affari interni e giustizia in programma per il 15 e 16 giugno a Lussemburgo. Che teoricamente dovrebbe dare il suo via libera al piano.

Ma anche per la missione Eunavfor Med - che riguarda le operazioni in mare per gestire gli arrivi e combattere i trafficanti e che è stata affidata alla guida dell'ammiraglio Enrico Credendino - restano ancora diversi problemi da risolvere. Primo tra tutti l'approvazione di una risoluzione 'ad hoc' del Consiglio di sicurezza del'Onu.

Che non arriverà se prima non sarà trovato un accordo con le autorità libiche. In assenza dell'ok Onu anche il via libera a Eunavfor Med atteso dal Consiglio Esteri Ue in programma il 22 giugno potrebbe slittare. Con il risultato che sia la parte interni del piano, sia quella militare, per essere disincagliate dalle secche su cui rischiano di arenarsi, debbano tornare sul tavolo del vertice europeo in programma per il 25 e 26 di giugno.




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