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giovedì, 25 agosto 2016

I punti principali: accoglienza e cooperazione


BRUXELLES - Dalla questione del reciproco riconoscimento delle decisioni dei 28 Paesi in materia di protezione internazionale, ad una chiave per la distribuzione di richiedenti asilo, con quote obbligatorie, in tutta Europa.

L'Agenda sulla migrazione della Commissione europea, in via di finalizzazione, punta ad una piena attuazione del Sistema europeo comune di asilo, affiancando una strategia di medio e lungo periodo - un "approccio olistico", come il commissario Dimitris Avramopoulos l'ha più volte definito - a misure per fronteggiare l'emergenza, come il mandato all'Alto rappresentante Federica Mogherini per studiare una missione contro i trafficanti di esseri umani, distruggendone i barconi.

Nel documento si ricorda, tra i vari punti, la proposta dell'Unhcr di reinsediare tra i 28 Paesi Ue 20mila richiedenti protezione internazionale l'anno, direttamente dai Paesi terzi. Nel 2014 l'Onu ha chiesto all'Europa uno sforzo per 130mila persone, provenienti soprattutto dalla Siria, ma nel Vecchio continente (giusto per fare un esempio di solidarietà su base volontaria) sono stati accolti in 36mila, 30mila in Germania e 4mila in Svezia.

Oltre ad un programma che prevede il rafforzamento delle politiche di cooperazione con i Paesi africani, dall'Egitto alla Tunisia, dal Niger al Marocco, nel documento di 16 pagine si fissa anche un ampliamento delle vie legali di accesso per lavoratori qualificati verso il Vecchio continente, mentre si studia anche un piano per i rimpatri veloci dei migranti economici che sbarcano sulle coste europee.

Per rendere più fluido tutto il sistema della prima accoglienza, nei Paesi di prima linea arriveranno presto tecnici dell'Easo (Ufficio Ue per l'asilo) e di Frontex, per il rilevamento delle impronte digitali ed il trattamento delle richieste di protezione internazionale.




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