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domenica, 19 novembre 2017

Ars, via libera al bilancio interno
Franchi tiratori impallinano Crocetta

Previsti tagli alla spesa per 2,86 milioni, la riduzione maggiore riguarda il personale di Palazzo dei Normanni. Ridotti i costi per auto blu e consulenti del governatore

PALERMO - L'Ars ha approvato il bilancio interno per il 2015, che contiene un taglio alla spesa di 2,86 milioni di euro.

La riduzione maggiore rispetto alle previsioni del 2014 riguarda il personale di Palazzo dei Normanni, 7 milioni in meno, in conseguenza del pensionamento di alcuni dipendenti e dei tetti agli stipendi introdotti dal Consiglio di presidenza. Segue il capitolo per la manutenzione straordinaria degli immobili e i nuovi impianti, -546.861 euro.

Poche le voci in aumento: la più consistente riguarda le competenze del personale in quiescenza e oneri di natura previdenziale e assistenziale a carico dell'amministrazione ex deputati ed ex dipendenti, con un incremento di 8,15 milioni.

A seguire 150 mila euro in più per la Presidenza (iniziative culturali), 80 mila euro in più per l'acquisto di beni mobili inventariati e manutenzione straordinaria, 14 mila euro in più 'previdenza e assistenza per i deputati in carica e cessati dal mandato.

L'Ars ha approvato anche il rendiconto per il 2013, mentre la Presidenza ha accolto come raccomandazione sette ordini del giorno, tre a firma del capogruppo di Fi Marco Falcone, tre del deputato Mpa Giovanni Greco e uno dal deputato del M5s Giorgio Ciaccio.

In totale la spesa è pari a 158 milioni di euro. Cresce quella per le pensioni, da 42 a oltre 50 mln. In generale la spese per deputati è pari a 16,1 mln, 19,5 mln per vitalizi, 27,8 mln per il personale dipendente, 57 mln per le pensioni dei burocrati.

Le segreterie particolari dei deputati costeranno 2,6 milioni, le consulenze della Presidenza 300 mila euro, gli esperti delle commissioni 40 mila euro: tutte voci in calo rispetto all'anno scorso. In aumento il contributo ai dipendenti dei gruppi parlamentari, da 4,5 milioni a 5,1 milioni, ma calano le spese per il funzionamento, da un milione a 420 mila euro, soppressa la voce per il contributo agli inter-gruppi, l'anno scorso costarono 150 mila euro.

L'Ars ha approvato anche l'articolato del bilancio a legislazione vigente. Come d'accordo con i capigruppo, il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, ha rinviato il voto finale e ha chiuso la seduta, aggiornando i lavori parlamentari a domani alle 15 per l'esame della finanziaria. Chiudendo la seduta, Ardizzone ha convocato una riunione con i capigruppo.

Il bilancio è stato approvato in un clima di estrema collaborazione tra maggioranza e opposizioni. Quasi tutti gli emendamenti, erano 450, sono stati ritirati durante l'esame dell'articolato; gran parte portavano la firma dei deputati del Mpa, Giovanni Di Mauro e Giovanni Greco. Proprio due emendamenti del Mpa, votati a scrutinio segreto, hanno mandato ko governo e maggioranza, con Crocetta che si è visto tagliare fondi per consulenti ed esperti, per la comunicazione istituzionale e per il noleggio di auto. Il terzo ko è stato sferrato da un emendamento dei 5 stelle.




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