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mercoledì, 28 settembre 2016

Raid Usa, ucciso ostaggio palermitano
Obama si scusa: "Responsabilità mia"

Giovanni Lo Porto ha perso la vita in un'operazione anti al Qaida tra Pakistan e Afghanistan. Colpito dal drone della Cia anche un altro prigioniero americano. La Casa Bianca: "Risarciremo le famiglie". Il siciliano era stato rapito 3 anni fa, lavorava per una ong
lo porto

NEW YORK - L'ostaggio palermitano Giovanni Lo Porto, scomparso nel gennaio 2012, è rimasto ucciso nel corso di un raid americano contro al Qaida nel gennaio scorso, al confine tra Pakistan e Afghanistan. La Casa Bianca.
lo fa sapere soltanto oggi. Nell'operazione è rimasto ucciso anche un ostaggio americano, Warren Weinstein.

OBAMA: "RESPONSABILITA' MIA". L'operazione anti al Qaida è stata condotta con un drone della Cia. Il presidente statunitense Barak Obama ha chiesto scusa: "Mi assumo tutta la responsabilità di queste operazioni anti-terrorismo. Non c'erano informazioni a segnalare la presenza degli ostaggi in quel compound.Voglio esprimere le più profonde condoglianze alla famiglia di Giovanni Lo Porto e a quella di Warren Weinstein".

"Oggi è un giorno - ha aggiunto il presidente - in cui si rafforzano i legami tra Stati Uniti e Italia, due Paesi che condividono gli stessi valori. L'impegno di Lo Porto riflette l'impegno nel mondo dell'Italia, nostra alleata e amica. Lo Porto, un uomo che ha prestato servizio dal Centrafrica a Haiti, si era innamorato del Pakistan, convinto che la sua attività potesse fare la differenza per tante persone in quel Paese". Il portavoce della Casa Bianca ha comunicato che le autorità americane pagheranno un risarcimento a entrambe le famiglie dei due ostaggi.

NON DOVEVA ESSERE LI'. "A gennaio gli americani hanno fatto questo raid con dei droni cercando di colpire un compound dove c'erano dei talebani. Il compound era un target giusto e di solito dove ci sono i talebani non vengono tenuti anche gli ostaggi e invece in quel caso lì, purtroppo, c'erano anche degli ostaggi", ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi.

Secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni "Giovanni Lo Porto è morto per un tragico e fatale errore dei nostri alleati americani riconosciuto dal presidente Obama, ma la responsabilità della sua morte è integralmente dei terroristi contro i quali confermiamo l'impegno dell'Italia con i nostri alleati". 

UCCISI DUE AMERICANI DI AL QAIDA. "Riteniamo che due altri americani siano stati uccisi in operazioni antiterrorismo Usa nella stessa regione", ha reso noto la Casa Bianca, spiegando che si tratta di due membri di al Qaida.

Uno dei due, Ahmed Farouq, era uno dei leader e l'altro, Adam Gadahn, un alto esponente della stessa organizzazione. "Anche se Farouq e Ghadahn erano membri di al Qaida, nessuno dei due è stato specificamente preso di mira, non avevamo informazioni che indicassero la loro presenza nei siti delle operazioni".

RAPITO TRE ANNI FA. Giovanni Lo Porto era stato rapito tre anni fa, il 19 gennaio 2012, insieme con un collega tedesco in Pakistan, dove lavorava per la ong tedesca Welt HungerHilfe ('Aiuto alla fame nel mondo') impegnata nella ricostruzione dell'area messa in ginocchio dalle inondazioni del 2011. Quattro uomini armati li prelevarono con la forza nell'edificio dove lavoravano e vivevano con altri operatori a Multan, al confine tra Pakistan e Afghanistan. Il collega Bernd Muehlenbeck è stato liberato lo scorso 10 ottobre.

Dopo la liberazione il cooperante tedesco raccontò che i rapitori avevano portato altrove già da un anno il collega italiano. Chi ha lavorato con Lo Porto lo descrive come una persona molto accorta e preparata. Il suo professore alla London Metropolitan University, dove Lo Porto ha studiato, lo ha ricordato tempo fa come uno studente "appassionato, amichevole, dalla mente aperta". "Mi disse: 'Sono contento di essere tornato in Asia e in Pakistan. Amo la gente, la cultura e il cibo di questa parte del mondo', perché "il Pakistan era il suo vero amore e sentiva di aver operato bene, stabilendo dei buoni rapporti con la popolazione".

I suoi amici di Londra organizzarono una petizione già nel dicembre del 2013 in cui chiedevano a chiunque avesse qualche influenza di adoperarsi per la sua liberazione. Iniziativa replicata il 19 gennaio del 2014, per l'anniversario del suo rapimento, con l'appello lanciato dal Forum del Terzo Settore al governo italiano e ai direttori dei giornali "per rompere il muro del silenzio".

La vicenda però si è ingarbugliata fin dall'inizio, con la rivendicazione di al Qaeda del sequestro, subito smentita. Più volte il Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), principale movimento armato anti-governativo, ha negato di avere in mano Lo Porto.






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