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domenica, 04 dicembre 2016

L’infarto cardiaco è questione di centimetri

Nuccio Sciacca / 
Secondo alcuni ricercatori le persone alte avrebbero un cuore più sano, quelle più basse rischiano di più

Rischia di soffrire di malattie cardiache come angina e infarto chi dalla natura non ha avuto il dono dell’altezza. È quanto emerge da un vasto studio epidemiologico condotto da un gruppo di ricercatori provenienti da tutto il mondo, tra cui anche Giovanni Veronesi dell’Università degli Studi dell’Insubria, e coordinato da Nilesh Samani dell’Università di Leicester in Gran Bretagna.

Ogni 6,5 centimetri di altezza in più si determina una riduzione del 13,5% nel rischio di malattie cardiache. Secondo lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, i geni che "determinano" la statura di un individuo giocano un ruolo anche nella salute cardiovascolare, ruolo che al momento resta parzialmente misterioso. 

Gli esperti hanno eseguito analisi genetiche su un campione mondiale di individui, 65mila soggetti con malattie cardiache e 128mila non affetti da tali patologie. In particolare gli epidemiologi hanno verificato il rischio cardiaco di ciascun individuo in presenza o assenza nel suo Dna di geni già noti per influenzare la statura e hanno così riscontrato l"effetto altezza" sulla salute del cuore.

Varianti genetiche note per "condannare" un individuo alla bassa statura sono risultate anche associate a maggior rischio cardiaco. Difficile dire, però, in che modo i "geni dell’altezza" siano anche correlati alla salute del cuore; è possibile che i geni che limitano la statura di un individuo siano anche "causa" di una predisposizione a soffrire di colesterolo alto ed eccesso di trigliceridi.

Questa però è una spiegazione solo parziale e di certo sono in gioco altri fattori al momento ignoti. Ad ogni modo, precisano gli autori, il peso dei geni della statura sulla salute del cuore è minimo rispetto a quello di altri fattori di rischio ben noti quali l’obesità e il fumo.

 






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