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lunedì, 25 luglio 2016

Tumori "freddati", nuova tecnica al Cannizzaro

Nuccio Sciacca / 
Nell'ospedale catanese con la crioablazione è possibile trattare molti carcinomi vertebrali

Si chiama “crioablazione” ed è una nuova metodica di aggressione chirurgica dei tumori, in particolare di quelli vertebrali. Se ne occupa il dott. Luigi Manfrè, neuroradiologo dell’ospedale Cannizzaro di Catania che applica questo trattamento che consiste nella distruzione della massa tumorale per congelamento: mediante l’introduzione Tac-guidata di uno o più aghi collegati al generatore criostato, la temperatura dei tessuti viene portata a -40 gradi, con conseguente “ablazione” della lesione.

Il primo intervento è stato eseguito con successo nei giorni scorsi, nell’Unità operativa di Interventistica spinale mini-invasiva, su un paziente affetto da una lesione maligna in un corpo vertebrale, causa di violento dolore per infiltrazione dei nervi intercostali.

La crioablazione si basa sul principio per il quale il congelamento dei tessuti a temperature inferiori a -20 gradi C°, seguito da lento scongelamento, causa uno shock termico con conseguente morte cellulare, ed è particolarmente indicata in quelle situazioni in cui il tumore si trovi vicino a organi vitali (come, appunto, il midollo spinale) laddove la termoablazione, ovvero la distruzione mediante calore, esporrebbe il paziente al pericolo di gravi lesioni.

Rispetto a questa, inoltre, la crioablazione offre il vantaggio per cui la “sfera di ghiaccio” è perfettamente visibile in tempo reale nelle immagini Tac, durante l’effettuazione dell’intervento stesso, rendendo possibile controllare in ogni istante il volume della distruzione tumorale ottenuto, permettendo quindi al chirurgo di interrompere la metodica una volta raggiunto l’obiettivo prefissato e prima che altri organi possano essere coinvolti.

Ma i benefici della crioablazione non finiscono qui: «È possibile effettuare l’intervento in semplice anestesia locale – spiega Manfrè, direttore dell’Uos di Interventistica spinale mini-invasiva – poiché la tecnica è praticamente indolore: è lo stesso freddo generato dal ghiaccio formato a determinare una anestesia naturale dell’area di intervento. Inoltre, non è necessaria alcuna incisione né punti di sutura, indipendentemente dal volume della massa tumorale: la metodica consiste infatti nell’introduzione di aghi estremamente sottili e quindi ben tollerati anche dal paziente meno “collaborante”. Non dimentichiamo, infine, i tempi estremamente ridotti dell’intervento, solitamente al di sotto di 60 minuti».

Secondo la principale letteratura internazionale, la crioablazione percutanea costituisce un metodo sicuro e affidabile nel trattamento locale dei tumori attivi metabolicamente, con l’obiettivo di ottenere un’evidente riduzione del volume della massa tumorale, aumentando significativamente la possibilità di efficacia della radio e chemioterapia nella guarigione dei pazienti con metastasi del sistema scheletrico.

La stessa Unità operativa diretta da Manfrè esegue altri trattamenti mini-invasivi Tac-guidati per le patologie della colonna vertebrale, dalla vertebroplastica all’impianto di distanziatori interspinosi, dalle varie metodiche di fusione vertebrale e articolare a denervazioni e neuromodulazioni della colonna.






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