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domenica, 22 ottobre 2017

Metà delle famiglie siciliane è povera

Rapporto del Centro Pio La Torre: la percentuale del 53% è più del doppio di quella nazionale. Miseria assoluta per il 15%

PALERMO - Oltre la metà delle famiglie siciliane è povera: sono un milione e 71 mila (il 53,2%, contro il 24,9% della media nazionale) vivono in stato di deprivazione e cioè non riescono ad alimentarsi e curarsi adeguatamente, sostenere spese impreviste e pagare le bollette.
Trecentoventimila nuclei familiari, invece, si trovano in condizione di povertà assoluta: sono il 15,8%, in Italia 7,9%. A fornire il quadro dei nuovi poveri siciliani è il primo Rapporto dell'Osservatorio sui fondi europei del Centro Pio La Torre, che è stato presentato questa mattina, a Palermo, a Palazzo dei Normani.

Il rapporto, indica che in Sicilia i giovani Neet sono cinquecentomila. L'analisi evidenzia anche le cause, legate alla spesa delle risorse comunitarie dei precedenti cicli di programmazione europea, e auspica che la programmazione 2014/2020 punti su misure capaci di favorire una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva, accompagnata da un "Piano di rafforzamento amministrativo".

Secondo il Rapporto, per arginare i fenomeni di indigenza nell'Isola servono interventi strutturali, e cioè misure finalizzate ad alleviare lo stato di marginalità dovuto allo stato di povertà assoluta in cui vivono le famiglie e interventi capaci di creare le condizioni per uscirne. "E' opportuno - si legge nel Rapporto - un monitoraggio, uno screening sulla tipologia e sulla composizione dei nuclei familiari indigenti per verificare le disponibilità di risorse che ricevono, e prevedere un contributo anche delle Regione per consentire loro di disporre di un reddito mensile compreso tra i 700 e 800 euro". Per realizzare l'intervento, l'analisi stima "un onere medio per famiglia di 250 euro al mese, che corrisponderebbe ad un impegno finanziario annuale di 900 milioni di euro".






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