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sabato, 28 maggio 2016

Pubblicato: 23/01/2015

"Petrolchimico, perizia inaccettabile"

Il comitato dei lavoratori dell'impianto killer di Gela contestano l'indagine dei Ctu durante l'incidente probatorio: "Sostanze tossiche nei limiti? Sembra scritta da un funzionario dell'Eni"

GELA (CALTANISSETTA) - "Una perizia superficiale e inaccettabile, che sembra scritta più da un funzionario dell'Eni che dai Ctu del tribunale". È il giudizio espresso oggi dai lavoratori del comitato "Vittime del Clorosoda" nei confronti dell'indagine scientifica medico-legale dei tre professori del policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, a margine dell'udienza, in incidente probatorio, che si è tenuta a Gela davanti al Gip Fabrizio Molinari.

Sul banco degli imputati 17 ex dirigenti dell'Eni indagati per omicidio colposo e lesioni aggravate nei confronti dei 118 dipendenti (20 già deceduti) del cosiddetto "impianto killer".

Rispondendo alle domande degli avvocati dei ricorrenti, i periti hanno illustrato ogni parte della loro indagine riferendo che le sostanze inquinanti e tossiche nel posto di lavoro non avrebbero mai superato i limitati massimi di tolleranza stabiliti dalla legge, tranne che nei casi di eccezionale accidentalità.

I dati in loro possesso sono stati forniti dall'Eni perché l'impianto non esiste più. Per i tre Ctu, le maestranze sarebbero state prontamente allontanate dai luoghi più a rischio e fatte ruotare in altre zone dell'impianto quando i valori delle loro analisi si avvicinavano alla soglia massima.

Dunque nessun nesso di causalità con i decessi. Ma gli operai accusano i vertici del petrolchimico gelese di avere manipolato i risultati dei test clinici e delle visite mediche che si effettuavano nel centro sanitario aziendale.

"Per l'Eni erano tutti sani - dicono i ricorrenti - mentre gas tossici, vapori di mercurio, potenti campi magnetici e altri inquinanti facevano cadere i denti agli operai, intaccavano loro ossa e polmoni, causavano tumori, portandoli alla morte".

Il gip si è riservato di decidere. Tre le ipotesi: il rinvio a giudizio gli imputati, il loro proscioglimento o la richiesta di un supplemento d'indagine.




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