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giovedý, 29 settembre 2016

Pronto soccorso: ogni anno 24 milioni di accessi

Nuccio Sciacca / 
Arriva un paziente al secondo, ma un caso su tre potrebbe trovare risposta in altri servizi territoriali

“La paralisi dei pronto soccorso che in questi giorni ha interessato le strutture ospedaliere di tutta Italia ha una causa fondamentale: l’impossibilità di ricoverare tempestivamente i pazienti con indicazione al ricovero nei reparti degli ospedali, per carenza di posti letto.

L’incremento degli accessi per patologie legate all’epidemiologia stagionale e alla maggiore fragilità della popolazione nel suo complesso, non è quindi la causa principale del sovraffollamento”.

Così Gian Alfonso Cibinel, presidente nazionale Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza spiega le cause del sovraffollamento nei pronto soccorso italiani. E in un’analisi della situazione indica quelle che secondo la Simeu sono le possibili soluzioni per uscire dall’impasse.

Nell’osservazione degli operatori, confermata dalla letteratura scientifica, le situazioni di sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso, hanno conseguenze serie: un rischio aumentato per i pazienti; una disparità di trattamento a seconda del problema di presentazione (chirurgico, medico specialistico, medico generale); l’impossibilità a garantire il rispetto della privacy e della dignità delle persone da assistere e curare; un carico orario, professionale ed emotivo per il personale medico, infermieristico e di supporto non sostenibile nel tempo.

La Simeu ricorda che i Pronto soccorso sono “una porta sempre aperta per tutti con 24 milioni di accessi l’anno, un terzo della popolazione, un accesso al secondo”. Secondo la Simeu però “accanto a pazienti in pericolo di vita ci sono anche molti casi con problemi sanitari minori o con problemi sociali (30-35%) che potrebbero trovare risposta in altri servizi sul territorio”.






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