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domenica, 22 ottobre 2017

Pubblicato: 18/01/2015

Ma al Louvre succede questo?

Emanuele Grosso / 
"La mostra del secolo" curata da Sgarbi a Catania: visitatori accecati dai fari, poco spazio e targhette corrette con la penna. E poi c'è Angelo Caduto: il nome del quadro, ma per gli organizzatori è quello dell'autore

CATANIA - Catania respira di nuovo aria di cultura. Dopo anni di mutismo, l'amministrazione Bianco riporta in città eventi di grande livello, appuntamenti di caratura internazionale, spettacoli di prestigio, grazie alle iniziative dell'assessore Licandro. Come l'esposizione "Artisti di Sicilia" appena inaugurata, quella che una pubblicità definisce "la mostra del secolo"; curata addirittura da Sgarbi e collocata tra le stupende mura del Castello Ursino, in attesa di volare a Londra e a New York.

Tutto bellissimo, per soli 8 euro. Peccato che mentre guardi i quadri hai la luce di un faro modello stadio Massimino sparata sugli occhi, vedi la tua ombra al centro di gran parte dei dipinti e alcuni li puoi osservare solo a distanza di dieci centimetri, perché dietro la schiena ti ritrovi una bacheca o una scultura che ti impediscono di indietreggiare.

I nomi degli autori sulla targhetta sono corretti a penna, qualcuno è scritto su foglietti improvvisati e tagliuzzati. Ma la vera perla dell'esposizione è Angelo Caduto. Secondo gli organizzatori il nome del pittore, ma più verosimilmente quello del quadro, visto il soggetto. Qualcuno se ne deve essere accorto, così ha cancellato con un taglio di penna quel "Senza titolo" e ha scritto in alto, con grafia da medico, il nome dell'autrice. Chissà se queste cose succedono anche al Louvre o al British Museum.

 






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