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giovedì, 19 gennaio 2017

Pubblicato: 29/11/2014

Italia fuori dal tunnel, Sicilia no

A Palermo l'analisi della Fondazione Curella: "Il governo ignora il Mezzogiorno. Nell'Isola c'è bisogno di un milione di posti di lavoro"

PALERMO - "Siamo vicino all'uscita dal tunnel, cominciamo a vedere la luce. L'Italia ha toccato il profondo rosso, ora è possibile prevedere una risalita e un percorso di sviluppo: ma il Mezzogiorno e la Sicilia sono invece ancora nel tunnel e questo non vuol dire che è giusto abbandonare il malato". L'economista Pietro Busetta, durante il XXVIII Osservatorio congiunturale organizzato dalla Fondazione Curella a Palermo, ha lasciato poche speranze agli abitanti dell'Isola.

"E' un'Italia provinciale - ha detto Busetta -, basta pensare che il governo finanzia l'alta velocità Bari-Napoli, escludendo di fatto tutto ciò che sta al di sotto o che viene scelta Matera capitale della cultura, città di bellezza sconvolgente, ma difficilmente raggiungibile. Palermo e Napoli non posso essere dimenticate se si vuol fare ripartite l'Italia".

"In Sicilia - ha aggiunto - avremmo bisogno di far lavorare un altro milione di persone ed è impensabile che questo possa accadere. È più probabile che si vada verso uno spopolamento sempre maggiore. Non è un caso se in alcuni Paesi vendono le case a un euro. Non fatevi prendere in giro da chi dice che turismo e agricoltura sono la medicina per la Sicilia. Malta fa 14 milioni di presenze come noi ma gli occupati nel turismo sono solo il 40%. Serve il manufatturiero di alta qualità e la logistica. E a proposito di logistica il ponte sullo Stretto è una cosa seria. Potrebbe collegare Mumbai al mondo occidentale passando per Augusta".






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