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giovedì, 27 aprile 2017

Rapporti con la politica e 41 bis
Antimafia al lavoro: "Non ci fermiamo"

Solidarietà della commissione ai pm Agueci e Di Matteo, minacciati dalle cosche. Critiche dal M5s

ROMA - Una inchiesta sul rapporto tra mafia e politica ed un'altra sul regime del 41 bis, dopo le audizioni svolte per capire e approfondire i contorni dell'operazione Farfalla. La presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, annuncia i prossimi appuntamenti in agenda della Commissione ("non abbiamo intenzione di fermarci", chiarisce) dal momento che, spiega, "finora la Commissione Antimafia si è mossa in base alle emergenze ed abbiamo lavorato bene su una serie di temi: buoni risultati sono già stati ottenuti, per esempio, sul tema dei beni confiscati. Ora proseguiremo non dimenticando le emergenze che non mancano ma anche con un programma di lungo respiro".

Oggi l'Antimafia ha ascoltato in audizione i magistrati della Dda di Palermo oggetto di minacce: Leonardo Agueci, attuale procuratore facente funzioni, Vittorio Teresi, procuratore aggiunto e Nino di Matteo e Francesca Mazzocco, sostituti procuratori. Prima di Natale verrà ascoltata la procura di Caltanissetta sia sulle stragi del '92 sia sugli scenari stragisti recenti. "È la terza volta che incontriamo la Commissione parlamentare Antimafia la quale dimostra un forte interesse non solo sulla trattativa Stato-Mafia ma anche sulle indagini più recenti, che hanno ricevuto un incremento di attenzione dopo le dichiarazioni di Vito Galatolo che ha parlato di scenari stragisti seri e inquietanti. Su questi ultimi la Commissione ha voluto essere informata sugli ultimi sviluppi investigativi": spiega il procuratore facente funzioni Leonardo Agueci, procuratore facente funzioni, al termine dell'audizione.

"Vito Galatolo - prosegue Agueci - ha parlato di scenari stragisti attuali e inquietanti e di vicende di mafia importanti che stiamo tutt'ora verificando". La Commissione Antimafia ha voluto essere informata sugli aspetti stragisti, "sui rapporti tra ambienti mafiosi e servizi segreti, sui rapporti oscuri e impropri dei servizi segreti rispetto ad altri organi dello Stato, sulle vicende che riguardano l'intero apparato istituzionale". In particolare, il procuratore Agueci spiega che "abbiamo percepito la volontà della Commissione Antimafia di approfondire gli aspetti del 41 bis, uno strumento fondamentale di azione di contrasto alla mafia, se funziona correttamente. Se funziona male o viene bypassato è chiaro che c'è qualcosa che non va".

Il presidente dell'Antimafia Bindi è tornata a esprimere solidarietà ai magistrati palermitani, "oggetto di minacce che sembrano sempre più serie e preoccupanti". Anche per il senatore Pd Giuseppe Lumia, "bisogna esprimere pieno sostegno a questi magistrati che stanno con coraggio indagando su nodi irrisolti".

Critiche al presidente del Consiglio Matteo Renzi, accusato di silenzio, arrivano dai deputati e dai senatori Cinque Stelle. "Chi è a capo del Governo deve dare una prova di qual è il ruolo nella lotta alla mafia".

A loro risponde il deputato Pd Laura Garavini, componente dell'Antimafia. "Le parole dei deputati e senatori del M5S è un esempio di come non si deve fare l'antimafia: cioè non si deve fare con le chiacchiere e la propaganda. L'ultimo Comitato per l'ordine e la sicurezza è stato fatto a Palermo per discutere proprio le tutele personali dei giudici e ieri è stato fatto al ministro della Giustizia un incontro per rafforzare le misure attorno al Palazzo di Giustizia. Meglio le parole o i fatti?". E i magistrati Agueci e Teresi sostengono che la risposta arrivata ieri dal ministro della Giustizia Andrea Orlando sulle misure di sicurezza per gli uffici giudiziari di Palermo "è stata importante".




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