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martedý, 22 agosto 2017

Pubblicato: 20/11/2014

Crolla l'export, tiene il turismo


PALERMO - L'economia siciliana è in affanno e anche nella prima parte dell'anno la spirale recessiva stenta ad attenuarsi. In tutti i comparti gli indicatori nei primi sei mesi del 2014 risultano in calo; l'unico settore in crescita è il turismo, che registra un aumento delle presenze di stranieri pari al 10,8% rispetto allo stesso periodo 2013.

È il quadro che emerge dal Rapporto sull'andamento dell'economia in Sicilia nel primo semestre del 2014 realizzato dalla Banca d'Italia, presentato questa mattina a Palermo. I crolli più significativi si registrano nell'import-export. Le esportazioni calano dell'11,1%, in controtendenza con la media nazionale (+1,3%), mentre le importazioni diminuiscono del 10,5%.

In particolare, scende del 9,6% il commercio con l'estero di prodotti petroliferi raffinati che rappresentano per due terzi il totale dell'export siciliano e il 44,6% delle del totale nazionale del comparto; e al netto dei derivati del petrolio si riducono quasi tre punti percentuali attestandosi a quota -13,9%. Nemmeno il trend positivo dell'agroalimentare riesce a bilanciare la flessione degli scambi con l'estero registrata per i prodotti chimici, elettronici e farmaceutici.

Gli scambi con i Paesi extra Ue si riducono del 14,8% da gennaio a giugno di quest'anno; meno marcato (-4,6) quello verso i paesi dell'Unione europea anche se schizza a -37,3% e -11,8% verso la Spagna e Germania. Infine, per i derivati del petrolio le riduzioni più significative si registrano negli scambi con Turchia, Egitto e Slovenia; in crescita, invece, le esportazioni verso Tunisia, Libia e Arabia Saudita.

Inoltre, da gennaio a giugno di quest'anno sempre meno famiglie e imprese, in Sicilia, chiedono un finanziamento a banche e società finanziarie e i prestiti risultano in calo di quasi due punti percentuali rispetto allo stesso periodo 2013. Su base annua i finanziamenti alle aziende da parte degli istituti di credito calano del 3,8% in meno, mentre quelli alle famiglie consumatrici si riducono del 2%.

La flessione risulta più pronunciata per le imprese attive nel settore delle costruzioni e dei servizi, che registrano anche un calo degli occupati. La crisi morde e le famiglie acquistano sempre meno, non a caso in Sicilia il ricorso al credito al consumo diminuisce del 4% e risulta in caduta libera la componente erogata dalle società finanziarie, rispetto a quello delle banche. I mutui per l'acquisto di abitazioni diminuiscono dell'1,5% (contro l'-1,6% nel 2013), anche se risulta in lieve calo il tasso di interesse annuo effettivo globale (Taeg), che a giugno di quest'anno si ferma al 3,8% contro il 3,9% della fine del 2013.









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