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giovedì, 28 luglio 2016

Pubblicato: 26/08/2014

Libia, centinaia di cadaveri in spiaggia

Sono i corpi dei profughi della tragica sventura che venerdì ha fatto affondare il barcone che li doveva trasportare verso l'Europa

IL CAIRO - I corpi senza vita di uomini, donne e bambini su una spiaggia libica che sembra un girone infernale: non sono stati spazzati via da uno Tsunami ma dalla tragica sventura che venerdì ha fatto affondare il barcone che li doveva trasportare verso una nuova vita. Le immagini scioccanti della spiaggia dell'orrore lasciano senza parole. Cadaveri sul bagnasciuga, altri a poca distanza dalla riva, altri ancora avvolti nella plastica dai soccorritori.

Si tratta di una spiaggia nella zona di al Qarbouli, una cinquantina di chilometri a est di Tripoli. Davanti a quelle coste, venerdì scorso, un barcone con oltre 200 immigrati - 250 secondo i 16 superstiti - ha segnato l'ennesima tragedia nel Mediterraneo. "Abbiamo liberato 100 cadaveri che erano incastrati nel relitto, altri 70 sono stati portati via dalla marea", racconta Abdel Latif Ibrahim, l'ufficiale della Guardia costiera libica incaricato del recupero dei corpi. Intorno a lui, intanto, i soccorritori con una tuta arancione raccolgono i corpi. Tra le vittime sono stati identificati due eritrei e due etiopi.

"Non ci sono falle nel relitto. Credo che la barca si sia rovesciata per il sovraccarico: per loro non c'è stato scampo, sono rimasti intrappolati sotto", prosegue l'ufficiale. Tra le vittime almeno cinque i bambini. Altri 15 cadaveri erano stati recuperati al largo tra venerdì e sabato, mentre i sopravvissuti sono 16.

Ma questa e altre stragi non fermano la pressione migratoria dalla Libia: nonostante l'instabilità politica che caratterizza il Paese e l'allerta elevata ai confini da Egitto, Algeria e Tunisia, continuano ad arrivare in Libia migliaia di disperati in fuga dalla povertà e dalle guerre che attanagliano l'Africa sub sahariana. Ma anche dalla Siria o dall'Iraq.

Solo nell'ultimo mese sono migliaia i migranti salvati nel Mediterraneo, con decine di barconi e gommoni che salpano dalle coste libiche. Le stesse insanguinate dai cadaveri di al Qarbouli.




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