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mercoledý, 31 agosto 2016

Pubblicato: 03/07/2014

"Contrastare la dispersione scolastica"

L'Anief: "Il 35% degli studenti non arriva al diploma, la maggior parte risiede nelle isole"

ROMA - Contro il problema della dispersione scolastica, bisogna intervenire con maggiori risorse, un migliore orientamento, attuare l'obbligo formativo fino a 18 anni, una vera riforma dell'apprendistato, organici maggiorati per le aree a rischio e investimenti strutturali mirati. È quanto sostiene l'Anief. Commentando i dati di un dossier di Tuttoscuola sulla dispersione scolastica, già presentato in audizione alla Camera e ora disponibile sul sito Tuttoscuola.com, il sindacato ricorda che se in questi giorni mezzo milione di studenti sta concludendo la maturità, sono circa 167 mila i ragazzi che 5 anni fa si sono iscritti a un corso di studi superiore ma poi hanno abbandonato i banchi.

La percentuale di gran lunga maggiore di questi ragazzi, senza diploma e con un futuro a rischio, risiede nelle isole: nella "top ten" delle province per più alta dispersione di alunni, ai primi quattro posti ci sono località della Sicilia, e alta è anche la rappresentanza della Sardegna con tre capoluoghi. Se si confrontano i dati per provincia dell'anno scolastico 2013/14, a Caltanissetta ha abbandonato rispetto agli iscritti del 2009-10 il 41,7% degli studenti, a Palermo il 40,1%, a Catania il 38,6% e a Prato il 38,5%. Seguono Ragusa con il 37,1%, Sassari con il 36,7% e Cagliari con il 36,5%. Chiudono Asti, con il 36,3% di studenti che non arrivano al diploma di maturità, Napoli (36,1%) e Oristano (35,4%).

Nel complesso, al Nord-Est la media di abbandoni è del 24,5%, al Nord-Ovest si attesta al 29,1%, al Centro scende al 24,8%. Anche il Sud (grazie soprattutto a Molise e Basilicata) riesce a essere in linea con le altre Regioni, con un tasso medio di dispersione del 27,5%. Nelle isole, invece, le percentuali assumono proporzioni preoccupanti. La regione italiana che nel quinquennio 2009/2014 ha in assoluto perso più studenti della scuola secondaria superiore è stata la Sardegna: 6.903 allievi pari al 36,2%. Al secondo posto, in rapporto al numero di iscritti, c'è la Sicilia, con 22.054 studenti non arrivati al diploma (35,2%).

A fronte di questi dati, Anief ritiene che sia indispensabile adottare una serie di interventi urgenti per evitare che il gap rispetto ad alcune aree del Paese divenga insopportabile: bisogna prima di tutto tornare a investire sull'istruzione, incrementando la spesa complessiva rispetto al Pil; attuare una riforma dei cicli, anticipando l'avvio della primaria, quando gli alunni hanno ancora 5 anni anziché 6 ed estendendo l'obbligo scolastico dagli attuali 16 fino ai 18 anni di età. Ma servono anche investimenti strutturali mirati.




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