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martedì, 17 gennaio 2017

Equiparazione stipendi Regione-Ars
Bocciata la norma: "Improponibile"

La misura voluta da Crocetta è contenuta nella manovra ter e punta ad adottarre il tetto di 160 mila euro per tutti i dirigenti, il Consiglio di presidenza Ars vuole fissarlo a 240 mila euro

PALERMO - Gli uffici della Presidenza dell'Assembla siciliana hanno ritenuto improponibile la norma della manovra ter relativa all'equiparazione del trattamento economico del personale dell'Ars a quello dei dipendenti regionali. Si tratta di una norma (art.7) voluta dal governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che da giorni sostiene la necessità di ridurre gli stipendi dei dirigenti e dei funzionari del Parlamento, adottando tra l'altro anche per questo personale il tetto di 160 mila euro già stabilito dall'Ars per i dipendenti della Regione mentre l'intendimento del Consiglio di presidenza dell'Ars è di fissare il tetto a 240 mila euro, in linea con quello contenuto nel decreto Renzi per i dipendenti dello Stato.

La norma del governo contiene anche un taglio di 15 milioni di euro sui trasferimenti per il funzionamento dell'Assemblea siciliana. Per quest'anno, a partire dal primo luglio, è prevista una riduzione sarà di 6,25 milioni, mentre per il 2015 e 2016 di 15 milioni all'anno. L'Ars, si legge nella manovra cassata dagli uffici della Presidenza dell'Ars, "a decorrere dal 1 luglio 2014 deve conseguire riduzioni di spesa che, con riferimento alle spese di natura amministrativa e per il personale, saranno autonomamente deliberate con le modalità previste dal rispettivo ordinamento". Il comma successivo, tuttavia, prevede che "dal 1 agosto 2014 l'Assemblea equipara il trattamento economico del proprio personale ai livelli retributivi dei dipendenti dell'amministrazione regionale". Il governo prevedeva che i risparmi di spesa, derivanti dal taglio dei trasferimenti all'Ars, fossero destinati al fondo per la cancellazione dei residui attivi.

Con questa decisione, gli uffici della Presidenza dell'Ars applicano quanto previsto dalla legge che rinvia al regolamento del Parlamento la materia del trattamento economico del proprio personale. Spetta al Consiglio di presidenza affrontare le questioni economiche dei dipendenti dell'Assemblea, 270 persone. Proprio domani è prevista la riunione del Consiglio di presidenza con all'ordine del giorno il tema del tetto agli stipendi del personale, oggetto di un confronto aperto con le sigle sindacali.




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