Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
giovedì, 23 marzo 2017

La Corte dei conti boccia la Regione
"Casse vuote e finanziaria incompleta"

La relazione depositata in commissione Bilancio dell'Ars: "Fondi insufficienti e partecipate mangiasoldi". Crocetta rassicura: "In arrivo 500 milioni di euro dal patto di stabilità. Sulla manovra confermati i miei sospetti"

PALERMO - Corte dei conti spietata con la Regione siciliana. Prima l'allarme sui "rischi molto elevati che le attuali tensioni possano a breve trasformarsi in vere e proprie crisi di liquidità", nella relazione depositata in commissione Bilancio dell'Ars dal presidente della sezione riunita della Corte, Maurizio Graffeo. Poi i dubbi sollevati sul percorso adottato per la "finanziaria-spezzatino" del 2014, con richiamo all'articolo 81 della Costituzione sugli equilibri di bilancio; in sostanza una bocciatura della manovra in buona parte impugnata dal commissario dello Stato che ha cassato provvedimenti di spesa per 440 milioni di euro e a marzo la 'manovrina' cosiddetta salva-stipendi. 

Ad aprile nelle casse della tesoreria della Regione erano disponibili 215,42 milioni di euro, "appena sufficienti a garantire il fabbisogno finanziario mensile", si sottolinea nelle relazione della Corte dei conti. Il presidente Graffeo ha avvertito che "le tensioni di cassa potrebbero portare a una crisi di liquidità".

Ma il governatore Rosario Crocetta, alla fine dell'audizione in commissione Bilancio, getta acqua sul fuoco: "Non c'è alcun problema - dice ai cronisti a Palazzo dei Normanni -. Dal patto di stabilità sono in arrivo 500 milioni di euro e poi bisogna aggiungere anche le entrate derivanti dalla norma, approvata all'Ars, sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese che ci permetterà nuovi introiti". 

I giudici incalzano: "E' evidente la situazione di incompletezza dello strumento contabile per l'esercizio 2014, per larghi aspetti non in equilibrio". Un giudizio tranchant, che suona come una sorta di ammonizione anche nei confronti del commissario dello Stato. Crocetta non si scompone: "Sulla finanziaria la Corte dei conti conferma quello che sosteneva il mio governo, e cioè che dopo l'impugnativa del commissario dello Stato bisognava tornare in aula per approvare le variazioni per tutto l'anno e invece l'Assemblea ci ha imposto varie riscritture del testo. Comunque, la finanziaria vera è ormai pronta".

Non è finita qui: secondo la Corte la Regione siciliana è al top in Italia per numero di società partecipate (34) e dipendenti, ben 7.300. E in quattro anni, dal 2009 al 2012, ha speso oltre un miliardo di euro, fondi pubblici destinati quasi interamente a pagare gli stipendi del personale e i compensi di manager e consulenti.








Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.