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martedì, 17 gennaio 2017

Berlusconi trascina Forza Italia: in Sicilia c'è ottimismo

Luca Ciliberti / 
Verso le europee. Il partito del Cavaliere potrebbe essere la sorpresa delle urne. Il leader in videoconferenza a Catania: "Il voto è quasi un referendum contro Crocetta". Gibiino: "Stando tra la gente sappiamo che il nostro movimento è in crescita"

CATANIA - Qualcuno li dava per spacciati, finiti. Invece, complice il carisma unico del suo leader Silvio Berlusconi, un autentico animale da campagna elettorale, Forza Italia c'è ed è ancora li a impensierire i sonni dei dirigenti del Partito Democratico e stavolta anche degli ex sodali del Cavaliere confluiti nel Nuovo Centro Destra, "un partito che appena nato ha guardato subito a sinistra" dirà sul pulpito di Catania Innocenzo Leontini. 

Il Cav da Roma chiama a raccolta i suoi a Catania. Un manifesto elettorale all'ingresso dell’hotel in centro che ospita la convention recita: "Berlusconi in Sicilia". Sotto, scritto con un carattere molto più piccolo: "Collegamento in videoconferenza". La comunicazione è tutto in un partito che ha fatto dell'immagine e dei claim fattori trainanti del proprio successo. “Che Paese è diventato questo – sbotta Ylenia Citino, la più giovane aspirante italiana al seggio di Bruxelles – che ci costringe a parlare con il nostro leader solo in video?”. Silvio, infatti, può muoversi solo a Roma e a Milano a causa della condanna ai servizi sociali.

La campagna elettorale entra nel vivo, le ultime ore decisive per convincere gli indecisi. "C'è un quadro di ritrovato entusiasmo, abbiamo una lista molte forte all'interno di un partito plurale che ha la velleità di rappresentare tutto il centrodestra – spiega il vice presidente dell’Ars Salvo Pogliese, candidato all’europarlamento -  In Sicilia conquisteremo percentuali significative ben oltre la media nazionale”. Tra gli “azzurri” c’è ottimismo. “In 130 giorni siamo rinati – dice il coordinatore regionale Gibiino – stando tra la gente sappiamo che il nostro movimento è in crescita, pericolosamente per i nostri avversari”.

Balletti di cifre e numeri, sondaggi segreti che, se si rivelassero autentici causerebbero un terremoto nel quadro politico regionale. L’onda grillina, secondo alcuni autorevoli analisti politici, potrebbe travolgere tutti e il Pd dovrebbe ritirarsi sulla difensiva. Un indizio che avvalorerebbe questa tesi potrebbe essere la discesa in Sicilia di quasi tutti i big del governo Renzi nell’ultima settimana, quasi un segnale di chi vuole recuperare un gap accumulato nei confronti dell’elettorato dell’Isola. E poi c’è l’incognita del sistema di voto proporzionale, che in base al numero dei votanti, potrebbe far perdere al collegio Isole uno o due degli otto seggi spettanti. Conti e ricorsi che troveranno spazio da lunedì.

“Noi abbiamo voluto trasformare questa tornata elettorale in un voto di referendum sul governo Crocetta, il peggiore che la Sicilia abbia mai avuto – continua - caratterizzato esclusivamente per enunciazione di principi ai quali non sono mai seguiti atti amministrativi”. E poi la stoccata agli ex Alfano e Castiglione. Queste elezioni europee saranno un test politico anche all'interno del centrodestra tra chi è rimasto in trincea coerente in un momento di difficoltà, senza abbandonare la nave in tempesta, e chi ha preferito le poltrone alla coerenza”.

L’atmosfera si surriscalda quando dal retro arriva il segnale: “E’ uscito”. A Roma Berlusconi si muove verso il luogo del comizio. Quando sale sul palco è il solito tripudio di inni e bandiere. Il “presidente”, come lo chiamano i suoi, saluta tutti anche i candidati siciliani che lo seguono in videoconferenza. Le Europee "in Sicilia hanno quasi il valore di un referendum su alcuni problemi" che "la Regione ha", perché, "a causa delle nostre divisioni, è condannata dal governo Crocetta a un totale immobilismo” dice Berlusconi. “Abbiamo cercato in mille modi di suggerire iniziative a partire dal turismo e dagli splendidi siti che ha la Sicilia. Non c'è stato alcunché da fare, c'è un governo assolutamente assente rispetto alla realtà”.

Berlusconi nella campagna elettorale in Sicilia ha colto un altro "elemento positivo", quello, ha osservato, di "avere lasciato alle spalle divisioni personali, molte volte basate su deficienze di qualche persona, ma mai su un contrasto su ideali, valori e amore per il nostro Paese". "Finalmente - ha osservato il leader di Fi - in Sicilia i moderati non si divideranno, perché sembra che hanno raggiunto l'unità, e noi sappiamo benissimo che se ci uniamo vinciamo, se ci dividiamo perdiamo". Il quadro politico che si delineerà a urne chiuse e a risultati acquisiti scuoterà certamente tutte le aree dei partiti.

Twitter: @LucaCiliberti





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