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venerdý, 27 maggio 2016

Dell'Utri, dal Libano ok a estradizione
"SarÓ in Italia la settimana prossima"

Via libera dal Consiglio dei ministri, il caso non Ŕ stato nemmeno dibattuto. Il giudice: "Presto la firma del presidente, probabilmente l'ex senatore rientrerÓ giovedý"

BIERUT (LIBANO) - Marcello Dell'Utri dovrebbe arrivare in Italia "la settimana prossima", forse già giovedì. Lo ha detto il ministro della Giustizia libanese, Ashraf Rifi, annunciando che le procedure per l'estradizione di Dell'Utri "dovrebbero concludersi entro mercoledì o giovedì della settimana prossima". Rifi ha così confermato quanto detto in giornata dal giudice che per il ministero della Giustizia libanese segue il caso, dopo che il Consiglio dei ministri ha rinunciato a dibattere a livello politico la richiesta di estradizione dell'Italia.

Ora la decisione sarà presa con una semplice "procedura amministrativa", ha precisato il giudice, Homad Al Ayubi. Il decreto, approvato dal ministro Rifi, dovrà essere firmato dal Primo ministro e dal Presidente della Repubblica, Michael Suleyman. Ma questi ulteriori passaggi, ha assicurato Al Ayubi, richiederanno non più di qualche giorno. "Giovedì - ha detto il giudice - il signor Dell'Utri dovrebbe già essere in Italia, perché tutto, da parte libanese, è ormai pronto".

Rifi ha comunicato ai colleghi ministri il parere favorevole all'estradizione della Procura generale e il suo personale, ricevendo un nulla osta dall'esecutivo. Nessuna discussione "politica" sul caso, dunque. L'unica che avrebbe potuto portare a un rovesciamento del parere favorevole all'estradizione già venuto dalla magistratura e dal ministro.

Altra conferma del via libera da parte del governo è venuta anche dal ministro del Lavoro, Seyaan Azzi, vicino all'ex presidente Amin Gemayel, che notizie di stampa indicavano come possibile contatto in Libano dell'ex senatore di Fi. "Perché - ha afferma il ministro - avremmo dovuto discutere di questa vicenda? È un problema italiano. Abbiamo problemi più gravi a cui pensare, prendetevelo".

Il dossier su Dell'Utri, condannato a sette anni di reclusione in Italia per concorso esterno in associazione mafiosa e arrestato a Beirut il 12 aprile, era stato trasmesso a tempo di record al ministro della Giustizia solo due giorni dopo il primo interrogatorio lunedì scorso. E poche ore dopo, cioè ieri mattina, era stato inviato dallo stesso Rifi al Consiglio dei ministri. Un segnale preciso che le autorità libanesi erano intenzionate a chiudere nel più breve tempo possibile il caso.

Ayubi ha detto che, una volta firmato dal presidente Suleyman, il decreto di estradizione diventerà immediatamente esecutivo e non sarà suscettibile di ricorso presso il Consiglio di Stato. L'avvocato libanese di Dell'Utri, Akram Azoury, aveva invece preannunciato i giorni scorsi un eventuale ricorso, ammettendo tuttavia che in tal caso la sospensione dell' estradizione non sarebbe stata obbligatoria. L'ex senatore, che dal 16 aprile è ricoverato in un ospedale di Beirut in stato di detenzione, sarebbe quindi estradato comunque per l'Italia.

All'uscita del consiglio dei ministri, Rifi, alla domanda dei giornalisti se Dell'Utri possa fare ricorso al Consiglio di Stato, ha risposto: "Seguiremo le regole della giustizia". In questo caso, si potrebbe bloccare l'estrazione? "Può darsi" ha detto Rifi.






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