Facebook | Twitter | Mobile | RSS | Scrivi alla redazione
giovedì, 29 settembre 2016

Pubblicato: 16/04/2014

Ricoverato "per motivi umanitari"

Beirut: Dell'Utri trasferito in ospedale per problemi cardiologici, ma è sempre agli arresti. Si complicano le procedure di estradizione: il Libano chiede tutti gli atti tradotti in arabo

BEIRUT - Marcello Dell'Utri ha lasciato la sede del Comando della polizia a Beirut, dove era detenuto da sabato, ed è stato ricoverato presso l'ospedale Al Hayat. Il trasferimento di Dell'Utri, che ha 73 anni e in passato è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici al cuore, è stato disposto dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che segue il suo caso.

L'alto magistrato, ha spiegato l'avvocato libanese Al Khalil, ha preso la decisione sulla base di un referto stilato da un cardiologo che ha visitato Dell'Utri nel centro di detenzione e ha ritenuto necessario un monitoraggio continuo, anche se le sue condizioni non destano preoccupazioni. L'ex senatore rimane comunque agli arresti: l'ospedale è stato scelto perché dotato di un piccolo padiglione sorvegliato dalla polizia riservato ai detenuti.

"Il ricovero è stato deciso solo per ragioni umanitarie che nulla hanno a che vedere con la procedura di estradizione richiesta dall'Italia", ha spiegato l'avvocato Al Khalil, aggiungendo che non ci sono novità sul piano giudiziario. "Che io sappia, la richiesta documentata di estradizione non è ancora arrivata dall'Italia".

Procedure di estradizione che rischiano di complicarsi. Secondo indiscrezioni, a corredo della richiesta, il ministero della Giustizia dovrebbe allegare tutti gli atti tradotti in arabo del processo per concorso esterno in associazione mafiosa definito l'anno scorso dalla corte d'appello di Palermo con la condanna dell'ex senatore a 7 anni. La Procura generale si è mobilitata per recuperare il materiale, che è vastissimo: non si tratterebbe infatti solo dell'ultima sentenza, che comunque è lunga circa 500 pagine, e di tutti i verbali delle udienze e delle deposizioni dei testi sentiti al processo di secondo grado, ma anche, secondo un'interpretazione del trattato di estradizione Italia-Libano, dei due verdetti precedenti (il primo del tribunale e la prima sentenza d'appello poi annullata dalla Cassazione). Una mole enorme di carte - si tratta di una vicenda giudiziaria di vent'anni - che verrà trasmessa in via Arenula e poi tradotta.






Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.