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venerdì, 02 dicembre 2016

Pubblicato: 15/04/2014

Dell'Utri, rinvio processo in Cassazione

Accolta la richiesta dei legali dell'ex senatore, la nuova udienza fissata per il 9 maggio. Impugnata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d'appello di Palermo. Nominato un avvocato libanese

ROMA - La Cassazione ha accolto la richiesta di rinvio del processo a Marcello Dell'Utri, condannato in appello a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La nuova udienza è stata fissata per il 9 maggio.

"Preso atto dei certificati medici pervenuti il 10 e il 12 aprile e l'ulteriore certificato medico dell'avv. Krogh che attestano l'impedimento dei difensori di Marcello Dell'Utri a comparire e, dopo aver sentito il parere della Procura e della parte civile che non si sono opposti al rinvio, seppure con delle precisazioni, il collegio fissa la nuova udienza per il 9 maggio alle ore 14", ha dichiarato il presidente della prima sezione penale, Cristina Siotto, accogliendo le richieste di rinvio dell'udienza.
 
I difensori di Dell'Utri hanno inoltre impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d'appello di Palermo nei confronti dell'ex senatore. Il tribunale del riesame entro 10 giorni deve fissare l'udienza per la trattazione del procedimento e decidere sulla richiesta.

Nell'impugnazione della misura cautelare emessa l'8 aprile dai giudici della corte d'appello i legali di Dell'Utri negano che il loro assistito sia fuggito in Libano per sottrarsi alla sentenza della Cassazione che avrebbe potuto confermare la sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Chi pianifica una fuga, sostengono in sintesi i legali, non usa il proprio cellulare e la carta di credito e non si registra col proprio nome in albergo nello Stato scelto per darsi alla macchia.

I difensori, anche sfruttando il biglietto di andata e ritorno Parigi-Beirut (partenza il 24 marzo scorso e rientro il 29) trovato a Dell'Utri, sostengono che il loro cliente abbia più volte e anche in passato lasciato l'Italia per il Libano per motivi di salute e d'affari. Il fatto che l'ex senatore fosse all'estero, dunque, non dimostrerebbe nulla anche perché, inoltre, al momento della partenza era libero e in possesso di passaporto valido.

Nell'impugnazione si accenna anche all'intercettazione delle conversazioni del fratello di Dell'Utri, del novembre scorso, in cui si parlava esplicitamente di suoi progetti di trasferimento all'estero e in particolare in Libano: il dialogo viene addotto dalla corte come prova delle intenzioni dell'imputato.

Secondo i difensori, che citano la decisione del tribunale del riesame sul rigetto del divieto di espatrio, inizialmente chiesto dalla procura generale, l'intercettazione sarebbe inutilizzabile.

L'ex senatore di Forza Italia ha inoltre nominato l'avvocato Nasser Al Khalil come suo legale in Libano, dove è detenuto da sabato scorso in attesa di una richiesta di estradizione dall'Italia. Lo ha confermato lo stesso avvocato, che ha rifiutato di fare ogni commento in merito alla vicenda.

"Sto ancora studiando il caso con i miei collaboratori - ha detto Al Khalil - e al momento non posso dire niente. Potremmo fare una dichiarazione entro un paio di giorni". Il legale non ha risposto nemmeno alla domanda se intenda presentare alla magistratura libanese una richiesta per ottenere una diversa misura cautelare nei confronti di Dell'Utri, rinchiuso nella sezione dei servizi di Intelligence del comando della polizia libanese a Beirut: "Farò tutto il possibile per tutelare gli interessi del mio cliente", si è limitato a dire in proposito.

Ieri il procuratore generale della Corte di Cassazione, Samir Hammud, aveva detto che, "in linea di principio", Dell'Utri potrebbe rimanere detenuto fino alla decisione finale sulla richiesta di estradizione. Ma non si esclude che, vista l'età avanzata - 73 anni - e il fatto che ha subito diversi interventi chirurgici al cuore, l'ex senatore possa ottenere il trasferimento in un'altra struttura, pur rimanendo agli arresti.




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