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mercoledì, 07 dicembre 2016

Pubblicato: 13/04/2014

"Dell'Utri non si aspettava l'arresto"

La testimonianza di uno dei dirigenti della polizia locale: "Non ha opposto resistenza, era tranquillo". La difesa del senatore: "Se avesse voluto fuggire non avrebbe usato i suoi documenti"

BEIRUT - Marcello Dell'Utri si presenterà domani di buon mattino di fronte al magistrato libanese a Beirut per l'udienza preliminare sulla convalida del suo arresto. A rappresentarlo sarà un legale libanese e non il suo avvocato, Giuseppe Di Peri, con il quale si è comunque sentito telefonicamente ieri sera, su autorizzazione della polizia locale, per concordare una strategia difensiva. Di Peri, infatti, si sta preparando in vista dell'udienza di martedì in Cassazione, dove Dell'Utri sarà giudicato rispetto all'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Un passaggio delicato a ridosso del quale Di Peri preferisce restare in Italia, mentre il legale libanese si occuperà successivamente anche delle varie fasi del procedimento di estradizione.

La linea difensiva, d'altra parte, appare chiara anche dalle parole dello stesso Di Peri: "È un'offesa all'intelligenza ed è contrario alla logica più elementare ritenere che Marcello Dell'Utri abbia deciso di sottrarsi alla giustizia italiana fuggendo in un paese straniero dove ha usato il proprio passaporto, la propria carta di credito e il proprio cellulare e dove si è registrato in albergo con il proprio nome", ha dichiarato. E ancora: "Chi vuole fuggire non sceglie certo uno Stato che ha un trattato di estradizione con l'Italia. Tutto ciò dimostra in modo inconfutabile che non si è trattato affatto di un pianificato tentativo di fuga". Dell'Utri, intanto, resta nella camera di sicurezza nel quartier generale della polizia libanese a Beirut. La prima notte l'ha trascorsa in modo tranquillo e senza alcun problema.

Secondo la ricostruzione fornita all'Ansa da uno dei dirigenti della polizia locale che ieri ha partecipato al fermo, l'ex senatore italiano non si aspettava di essere arrestato. "Non c'è stata nessuna irruzione - dichiara la fonte che preferisce restare anonima - né si è trattato di un'operazione speciale. Ci siamo presentati al banco dell'albergo, chiedendo di salire in camera del ricercato italiano. Abbiamo bussato alla porta della camera, una delle stanze ordinarie dell'albergo, ci ha aperto e fatto entrare senza opporre resistenza".

Dell'Utri "non si aspettava di essere fermato" ma era "tranquillo", e "ci ha seguito al commissariato. Non era arrabbiato, né triste, era molto tranquillo".

In Italia il caso suscita reazioni nelle fila di Forza Italia. "Con ogni evidenza le dichiarazioni del governo e le prime pagine dei giornaloni sulla vicenda Dell'Utri segnano l'inizio della campagna elettorale", afferma il presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta, secondo il quale "si è inventato dal nulla un reato sulla base di chiacchiere di terze persone".

"Non c'è alcun parallelo tra Dell'Utri e Craxi", aggiunge il capogruppo di Forza Italia in Senato, Paolo Romani. "È un caso o uno scherzo del destino che in questo Paese le due persone che non hanno permesso la 'mietiturà giudiziaria, oggi dopo 20 anni sono uno in attesa di provvedimenti restrittivi e l'altro di sentenza definitiva".




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