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giovedì, 29 settembre 2016

Pubblicato: 12/04/2014

Dell'Utri catturato a Beirut

L'ex senatore è stato preso in un lussuoso albergo (foto) della città libanese, aveva con sé molti soldi. Il suo avvocato: "Offensivo pensare che stesse fuggendo". Il ministro Orlando: "Attivate le procedure per l'estradizione". Resta il giallo sul passaporto

ROMA - Si è conclusa la presunta fuga all'estero dell'ex senatore Marcello Dell'Utri, che da giorni aveva fatto perdere ler sue tracce. L'ex senatore è stato arrestato a Beirut alle 10.30 ora locale (le 9.30 in Italia) in un lussuoso albergo, il Phoenicia. La cattura è stata eseguita dalla polizia libanese, un funzionario della polizia italiana ha preso parte all'operazione.

Il fondatore di Forza Italia aveva con sé decine di migliaia di euro al momento dell'arresto. Quando la polizia libanese è arrivata nell'hotel Dell'Utri era a letto; non avrebbe pronunciato neppure una parola, rimanendo in totale silenzio. La sua individuazione è stata stata possibile grazie a una segnalazione dell'Interpol. Dell'Utri attualmente è in custodia presso il Dipartimento di intelligence della polizia libanese, un settore che ha competenze anche su questioni di criminalità organizzata e terrorismo. "Abbiamo avviato tutte le procedure previste dalla legge e dai trattati per l'estradizione", ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando. 

La notizia dell'arresto era stata anticipata dal ministro Alfano durante una convention del Ncd: "Marcello Dell'Utri si trova in questo momento negli uffici della polizia libanese". Per il legale dell'ex senatore, Giuseppe Di Peri, "è un'offesa all'intelligenza ed è contrario alla logica più elementare ritenere che Dell'Utri abbia deciso di sottrarsi alla giustizia italiana fuggendo in un paese straniero dove ha usato il proprio passaporto, la propria carta di credito e il proprio cellulare e dove si è registrato in albergo con il proprio nome". 

Con Di Peri il braccio destro di Berlusconi ha avuto un colloquio telefonico, autorizzato dalla polizia locale. In attesa dell'udienza di convalida del fermo, fissata per lunedì, i due avrebbero concordato la strategia difensiva. Per l'udienza e le fasi del procedimento di estradizione Dell'Utri ricorrerà a un legale libanese.

LA FUGA. La Corte d'appello di Palermo aveva spiccato un'ordinanza di custodia cautelare per pericolo di fuga, a quattro giorni dall'udienza di Cassazione sulla condanna a sette anni di Dell'Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa. Al momento di eseguire l'ordine, però, gli agenti della Dia hanno dovuto constatare l'assenza dell'ex senatore nel suo appartamento di Milano.

Dopo giorni di silenzio, lo stesso Dell'Utri aveva parlato tramite il suo avvocato, che ha diffuso una dichiarazione del suo assistito: "Tengo a precisare che non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione; e che trovandomi in condizioni di salute precaria - per cui tra l'altro ho subito qualche settimana fa un intervento di angioplastica - sto effettuando ulteriori esami e controlli. Apprendo della aberrante richiesta di preventiva custodia cautelare mentre mi trovo già all'estero per il periodo di cura e riposo. Rimango tuttavia in attesa fiduciosa del risultato che esprimerà la Massima Corte che ha già rilevato incongruenze e fumus nella prima sentenza di appello, annullandola conseguentemente. Mi auguro quindi che un processo ventennale, per il quale ritengo di avere già scontato una grave pena, si possa concludere definitivamente e positivamente".

GIALLO SUL PASSAPORTO. Sulla sua posizione si sono fatte diverse ipotesi, prima tra tutti quella che si trovasse in Libano. A far propendere verso questa destinazione gli investigatori erano stati diversi fattori: dalle intercettazioni del fratello Alberto al fatto che il suo cellulale era stato localizzato il 3 aprile nelle vicinanze di Beirut, a un testimone che lo avrebbe notato su un volo da Parigi alla capitale libanese, seduto in un posto in business class il 24 marzo. Rimane, al momento, un giallo sul passaporto che Dell'Utri ha usato per espatriare. Sui media erano apparse diverse ipotesi, tra cui quella che l'ex senatore avesse potuto contare su un passaporto diplomatico.

La Farnesina, però, ha smentito precisando di "non avere mai rilasciato un passaporto diplomatico all'ex senatore Marcello Dell'Utri. Gli è stato concesso un passaporto di servizio - previa acquisizione del necessario nulla osta della Questura competente - prima in qualità di deputato dal 24.1.1997 al 9.5.2001 e in seguito di senatore della Repubblica dal 24.1.2002 al 29.5.2006, poi rinnovato il 21.12.2006 e valido fino al 28.4.2011. Da ultimo - conclude il ministero -, ha ottenuto un passaporto di servizio in data 14.6.2012 con scadenza 28.4.2013, in quanto nuovamente eletto senatore nella XVI legislatura. Quest'ultimo documento è scaduto e non è rinnovabile".

LE REAZIONI DELLA POLITICA. La presunta fuga di Dell'Utri ha causato malumori e dure critiche a livello politico, soprattutto verso il ministro dell'Interno Angelino Alfano. M5s e Sel avevano chiesto che chiarisse e invocato le sue dimissioni. "Non possiamo che augurare buona latitanza a Marcello Dell'Utri, amico fraterno di Berlusconi e del Pd e chiedere le dimissioni di Angelino Alfano - hanno detto i parlamentari del movimento -, che fa arrestare e trasferire in Kazakistan una donna e una bambina perseguitate da quel regime, ma lascia fuggire i condannati per mafia".

Sel faceva eco al M5s: "Il ministro Alfano si deve dimettere. La fuga di Marcello Dell'Utri era prevedibile e il titolare del Viminale avrebbe dovuto porre in essere tutti gli strumenti operativi per prevenire, ed evitare, questa fuga", aveva affermato il deputato Claudio Fava, vicepresidente della commissione Antimafia. Il Pd, invece si era limitato a chiede ad Alfano di chiarire "in aula la vicenda Dell'Utri. Ma, soprattutto, faccia la sua parte per assicurarlo alla custodia cautelare. Il rischio che Dell'Utri potesse fuggire prima della sentenza definitiva della Cassazione, attesa per il 15 Aprile era stato denunciato adeguatamente - affermano Pippo Civati, Davide Mattiello e Luca Pastorino -. Perché non sono stati presi provvedimenti coerenti?".

"La credibilità dello Stato subirebbe un altro colpo grave se dovesse essere confermata la fuga di Dell'Utri. Nessuno potrebbe credere all'incidente, nessuno potrebbe invocare la fatalità. Ci auguriamo - avevano concluso i tre parlamentari -, che tutto possa essere risolto positivamente". Il Nuovo Centro Destra e Forza Italia, invece, avevano fatto quadrato attorno al ministro. "Invito i colleghi del M5s a ragionare e a ripassare le regole basilari dello Stato prima di dar fiato ai loro motivetti", aveva detto la capogruppo Ncd, Nunzia De Girolamo, sostenuta da Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello. Nitto Palma di FI aveva definito l'atteggiamento dei grillini come "propagandistico". "In fase giudiziale - spiega -, la libertà dei cittadini è nelle mani dei magistrati, non del ministro dell'Interno".






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