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mercoledì, 07 dicembre 2016

Pubblicato: 27/03/2014

'Europa, più politica e meno regole'

Il vicepresidente della commissione europea a Catania: "Stop ai burocrati rinchiusi nel castello di Bruxelles. Gli Stati dell'unione devono essere solidali con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo"

CATANIA - il vice presidente della commissione europea Antonio Tajani è arrivato oggi a Catania, prima tappa della sua due giorni siciliana per presentare l'inziativa "Missione per la crescita", l'incontro in municipio è stata un'occasione per rispondere alle domande dei giornalisti sull'attualità politica e sociale in riferimento ai temi europei."Bisogna fare un salto di qualità. L'Italia non può continuare a rimandare indietro i soldi europei. Non è un problema che riguarda solo la Sicilia ma anche altre regioni del Sud, e serve più progettualità. Bisogna fare una riflessione sul Patto di stabilità interno - ha aggiunto Tajani - e dare la possibilità di interpretarlo. Questo non significa lassismo, ma che alcuni interventi di tipo infrastrutturale, per esempio, potrebbero essere considerati come fattori attenuanti del Patto di stabilità interno".

PIU' POLITICA MENO BUROCRAZIA. "Serve più Europa, più Europa politica e meno Europa burocratica che dà regole, che impone quotidianamente piccoli problemi ai cittadini. Serve un'Europa che lavori sempre più a favore della politica della crescita, di quella sociale ed industriale perché con i sacrifici non accompagnati da queste scelte si rischiano danni per la nostra economia. L'Europa non è solo una macchina per dare soldi: è la nostra Storia, la nostra cultura, la nostra civiltà - ha aggiunto -. In futuro potrebbero anche essere gli Stati Uniti d'Europa, dove ci sono tante differenze che rappresentano anche una risorsa". E poi ha osservato: "Anche in Italia, del resto, non è che siamo tutti uguali: il Nord è diverso dal Sud e questo deve rappresentare una ricchezza e non un indebolimento".

IL CASTELLO DI BRUXELLES. "Un'Europa che non vuole essere quella dei burocrati rinchiusa nel castello di Bruxelles deve ascoltare le realtà locali, spiegare quello che si fa e poi decidere, dopo aver ascoltato gli interlocutori, in maniera seria, cercando di risolvere i problemi reali, non decidendo chiusi in una stanza quali essi sono. I problemi reali - ha concluso - si conoscono quando si va a vederli. Questo cambiamento di attitudine deve esserci anche a Bruxelles".

EUROPA E IMMIGRAZIONE. "Sul tema immigrazione la Commissione europea ha fatto tutto quello che poteva fare. Gli Stati europei non hanno fatto tutto quello che potevano fare. È difficile spiegare i diversi livelli istituzionali ma il governo comunitario ha fatto tutto quello che poteva, compresi investimenti e solidarietà. Qui - ha aggiunto Tajani - è anche venuto il presidente della Commissione Barroso a dire che ci sarebbero stati più soldi da parte della commissione ma gli Stati membri non hanno fatto altrettanto. C'è troppo egoismo ma il problema immigrazione non può essere una questione che riguarda soltanto gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo perché hanno dei problemi di frontiera enormi e il problema non può risolversi nel conflitto tra Malta e Italia perché sarebbe un errore clamoroso".

"I maltesi - ha aggiunto - non possono ricevere migliaia di immigrati in una piccola isola e noi non possiamo essere il luogo dove arrivano gli immigrati da tutto il mondo con 7.000 chilometri di costa perché questa è una scelta difficile. Altro conto sono poi i rifugiati politici, un tema molto delicato, ma ribadisco che da parte degli Stati europei serve più solidarietà verso quelli che si affacciano sul Mediterraneo".

MARO'. "Io credo che i nostri due Marò siano detenuti ingiustamente e la questione dev'essere risolta quanto prima. L'Europa é pienamente impegnata per risolvere il problema e dovrá continuarlo a fare perché credo che la sua voce, che dovrebbe essere sempre sollecitata da parte dell'Italia, può dare un contributo importante perché rafforza la posizione di uno Stato membro". Tajani ha osservato che l'Europa "ha svolto un ruolo decisivo" nella vicenda, "perché le parole di Barroso e della Ashton, con il mio sostegno, hanno chiuso il capitolo ipotesi pena di morte. Gia questo è stato un risultato importante. Qualche giorno fa - ha proseguito Tajani - ho parlato anche con il capo di gabinetto del segretario generale dell'Onu insistendo sulla questione e l'ho fatto come vice presidente della Commissione europea e non solo come italiano".

INVERTIRE LA ROTTA SULLA CRISI. "Si può uscire dalla crisi invertendo quella che é stata per molti anni la politica europea. Si deve concludere la stagione dei sacrifici ed avviare una nuova stagione che punti sulla crescita. Abbiamo bisogno - ha continuato - di più industrie, più imprese, di sviluppo del mercato interno e del turismo, che deve diventare un grande settore industriale. E in una regione importante come la Sicilia non può non essere protagonista di questa uscita dalla crisi attraverso una forte azione di sostegno all'economia reale".

"L'Ue - ha aggiunto - ha deciso di investire 150 miliardi per fare politica industriale nei prossimi anni. Riteniamo fondamentale, altresì, accompagnare imprese europee ed extraeuropee desiderose di fare investimenti in questa regione. Siamo in Sicilia con centinaia di imprese che vogliono fare di più in questa isola, vogliono lavorare insieme all'industria siciliana. Noi non dobbiamo guardare all'industria inquinante dei secoli passati - ha sottolineato - ma all'industria ad alta tecnologia e Catania è una di queste realtà' dove c'è una industria tecnologica fortemente avanzata e questo é il modello al quale dobbiamo guardare. Dare la possibilità a tanti imprenditori europei ed extraeuropei di parlare con gli imprenditori siciliani - ha concluso Tajani - ci sembra un buon inizio per invertire una tendenza negativa e dare un messaggio di fiducia alle imprese e alla gente di Sicilia".




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