Facebook | Twitter | Mobile | RSS | Scrivi alla redazione
mercoledì, 28 settembre 2016

Nessuna estradizione, il boss Rancadore resta Londra


LONDRA - "Il professore" vince una battaglia legale con la giustizia italiana. La Westminster Magistrates' Court di Londra ha deciso oggi di non procedere all'estradizione in Italia di Domenico Rancadore, accusato di mafia e arrestato lo scorso agosto nella capitale britannica dalla polizia inglese su indicazione di quella italiana dopo 20 anni di latitanza. Si è arrivati alla sentenza dopo che il giudice ha ribaltato la sua posizione e ammesso che il sistema carcerario in Italia non offre le adeguate garanzie per il trattamento dei detenuti.

Eppure il magistrato, Howard Riddle, aveva già fatto una bozza di sentenza che andava in senso opposto e avviava il latitante Rancadore verso il ritorno in Italia. Ma ha poi cambiato idea, basandosi su un caso precedente che riguarda il tribunale di Firenze e Hayle Abdi Badre, un cittadino somalo a cui non è stata concessa l'estradizione in Italia per il rischio di subire trattamenti inumani e degradanti nel sistema carcerario nazionale. Come con Badre, quindi, è stato invocato dalla corte inglese l'articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani, uno dei più usati nelle cause di estradizione.

Nella sentenza di oggi hanno giocato un ruolo cruciale le precarie condizioni di salute del 65enne Rancadore, affetto da angina, e di recente ricoverato in ospedale. E di sicuro ha influito la testimonianza, durante le udienze, dell'esperto Patrizio Gonnella, che ha ricordato come le carceri italiane siano le più sovrappopolate d'Europa. Il latitante è stato rilasciato dietro cauzione (20 mila sterline) in attesa che venga predisposto un appello. Dovrà vivere nella sua casa londinese di Uxbridge, comunicare con la vicina stazione di polizia ogni giorno e indossare il braccialetto elettronico.

Oggi Rancadore è uscito dalla Westminster Magistrates' Court con la moglie, entrambi coprendosi il volto per sfuggire ai fotografi. La sua legale, Karen Todner, ha dichiarato che l'immagine del suo assistito è stata distorta dai media.

"Rancadore ha preso liberamente una decisione, 20 anni fa, di lasciare la mafia e tutto quanto è ad essa collegato", ha aggiunto l'avvocato. Molto diversa la sua descrizione che emerge dalla giustizia italiana. Esponente di spicco di Cosa nostra, soprannominato 'il professorè, è un pluripregiudicato palermitano, destinatario di un ordine di carcerazione dovendo scontare 7 anni di reclusione per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione ed altri gravi delitti. Era ricercato dal 1994 e per la sua caratura criminale era inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi del Ministero dell'Interno. Intanto lui si era rifatto una vita a Londra, diventata la sua città, e che forse lo resterà ancora a lungo.




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.