Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
sabato, 29 aprile 2017

Pubblicato: 27/02/2014

Bimbi di 10 mesi torturati

La denuncia di don Di Noto: in rete filmati nei quali i neonati vengono bruciati con la cera bollente. "Le community dei pedofili utilizzano un sistema di comunicazioni anonime e non intercettabili"

CATANIA - Bambini di 10 mesi violentati e torturati, ai quali viene dato fuoco o colata cera bollente sulla pelle. È il contenuto di alcuni filmati scambiati nel "deep web", il lato oscuro della Rete, la cui presenza è stata denunciata dall'Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto al Compartimento Sicilia Orientale della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania per l'accertamento del caso e per l'individuazione dei soggetti coinvolti.

Lo ha reso noto la stessa associazione, sottolineando come sia "la prima volta che filmati così crudeli e del genere vengono rinvenuti online" e che i suoi volontari hanno potuto assistere a scene di "donne con il volto coperto da maschere di carnevale intente a violentare e molestare i piccoli, di bambine legate, bruciate con cera bollente e affogate con la testa nel water ed atti sessuale e di libidine di estrema gravità".

"La pedofilia - ha detto Di Noto - non arretra di un passo: aumentano le donne e le torture sessuali con bambini in tenerissima età ed è in atto un significativo aumento di questa criminale tipologia. Le community dei pedofili stanno sempre più utilizzando questo sistema in anonimato".

Il presidente di Meter ha spiegato che "i pedofili utilizzano un sistema basato su Tor, il software che ha come simbolo una cipolla (la sigla è The Onion Routing) che consente comunicazioni non intercettabili. Continueremo a segnalare tutto questo - ha aggiunto il prete - anche se siamo rimasti senza un soldo e non abbiamo più autonomia, malgrado le promesse della politica. Quanto abbiamo visto ha superato ogni nostra immaginazione. Solo la collaborazione internazionale può riuscire a sconfiggere questo crimine".




Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.