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martedì, 30 maggio 2017

Sud, rischio povertà per metà cittadini
La famiglia media vive con 1.677 euro

Istat: un italiano su quattro al Meridione si trova in grave disagio economico. Redditi più bassi del 27% rispetto al Nord

ROMA - Quasi la metà (il 48%) dei residenti nel Mezzogiorno è a rischio di povertà ed esclusione sociale nel 2012 e oltre uno su quattro (25,2%) vive in grave disagio economico. Lo rileva l'Istat che sottolinea come nel Sud e nelle isole ci sia l'aumento più marcato delle persone che vivono in severa deprivazione. L'incremento è infatti di 5,5 punti dal 2011, contro i 2 punti del Nord (dal 6,3% all'8,3%) e i 2,6 punti del Centro (dal 7,4% al 10,1%). Inoltre, al Mezzogiorno i redditi familiari risultano più bassi del 27% rispetto al Nord.

La metà delle famiglie residenti in Italia ha, nel 2011, un reddito netto non superiore a 24.634 euro l'anno (circa 2.053 al mese). Nel Sud e nelle Isole il 50% delle famiglie percepisce meno di 20.129 euro (circa 1.677 euro mensili). Inoltre il 20% più ricco ottiene il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta l'8%. Dopo l'aumento tra il 2009 e il 2010, sono stabili sia la disuguaglianza misurata con l'indice di Gini sia la quota di reddito posseduta dal 20% più ricco e più povero.

Il rischio di poverta' o esclusione sociale e' piu' alto per le famiglie numerose (39,5%) o monoreddito (48,3%); aumenti significativi si registrano tra gli anziani soli (dal 34,8% al 38,0%), i monogenitori (dal 39,4% al 41,7%), le famiglie con tre o piu' figli (dal 39,8% al 48,3%), se in famiglia vi sono almeno tre minori.

Nel 2011, la severa deprivazione tra le persone in famiglie a prevalente reddito da lavoro autonomo era piu' contenuta (7,1%) di quella osservata tra i membri delle famiglie con redditi da lavoro dipendente (10,7%); nel 2012 la differenza si riduce in misura significativa (12,6% contro 13,7%) a seguito dell'aumento piu' consistente rilevato tra i membri delle famiglie del primo tipo.






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