Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
venerdì, 23 giugno 2017

"Fare impresa nel Sud è più rischioso"

Il ministro per la Coesione territoriale, Trigilia, a Palermo: "Spesso i comportamenti della pubblica amministrazione non sono efficaci, questo genera una minore fiducia negli operatori"

PALERMO - "Fare impresa è più rischioso nel Mezzogiorno e in Sicilia anche perché avere giustizia è più complesso, richiede tempi più lunghi". Così il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia a Palermo parlando del rapporto 2013 della Fondazione Res.

"Spesso i comportamenti della pubblica amministrazione - ha continuato - non sono efficaci ed efficienti, questo genera una minore fiducia negli operatori perché spesso i rapporti tra loro sono problematici, e questo li spinge a cooperare di meno o a ricorrere a rapporti con parenti e amici, proprio per cercare di fidarsi di più".

"La legge di stabilità? Riflette inevitabilmente le condizioni ancora di difficoltà della finanza pubblica del Paese; come è stato detto più volte, per la prima volta segna un'inversione di tendenza significativa. Non è una legge restrittiva, di austerità, di sacrifici, come lo sono state le leggi precedenti".

"Anche se è vero che l'inversione di tendenza, dati i vincoli della finanza, è ancora più debole e - ha aggiunto - dobbiamo cercare di rafforzarla nel corso del prossimo anno. Per quanto mi riguarda un modo per raggiungere questo scopo sarà quello di utilizzare al meglio i fondi Ue residui del periodo 2007-2013 in modo da spenderli al più presto".

"Credo lo faremo nelle prossime settimane per dare una spinta antirecessiva all'economia italiana - ha sostenuto - all'economia del Mezzogiorno e in questo modo cercheremo di rafforzare questa inversione di tendenza che pure è presente nella legge di stabilita".

"La stabilizzazione può essere in alcuni casi una prospettiva", ha continuato il ministro parlando dell'emendamento presentato dal governo Letta alla Legge di Stabilità sui precari degli enti locali della Sicilia. "Ma bisogna anche considerare che una parte di questi lavoratori - ha aggiunto il ministro - possa essere spostata verso il settore delle imprese private di mercato con opportuni incentivi e forme di sostegno per l'autoimprenditorialità di chi decidesse di spostarsi verso il mercato".

"Ma - ha sottolineato - bisogna prendere seriamente in considerazione, dati i numeri, la possibilità di mettere a punto degli strumenti che promuovono lo spostamento di questi lavoratori in misura consistente, sia che vengano dal pubblico che dal privato verso imprese capaci di stare sul mercato, le quali potrebbero ricevere degli opportuni sostegni, ad esempio, in termini di abbattimento del cuneo fiscale".

A chi ha chiesto se dunque non tutti i precari degli enti locali potrebbero essere stabilizzati, il ministro ha risposto: "La stabilizzazione va vista nelle varie situazioni".






Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.