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martedý, 30 agosto 2016

Pubblicato: 11/12/2013

Studenti pentiti e insoddisfatti

Rapporto Censis: 44 diplomati su 100 cambierebbero l'indirizzo di studio, solo il 30% dei giovani si iscrive all'UniversitÓ

ROMA - Insufficiente scolarità complessiva. È ancora uno dei nodi da sciogliere in Italia. Lo ha sottolineato il rapporto Censis presentato e lo conferma l'indagine Almadiploma. Soltanto il 30% dei giovani di 19 anni, infatti, si iscrive all'Università e 17 immatricolati su cento abbandonano nel corso del primo anno di università. "Uno spreco di risorse umane - ha commentato il direttore di Almalaurea Andrea Cammelli - che un Paese avanzato non può permettersi".

Dallo studio Almadiploma emerge anche che la persistente crisi economica non ha affatto 'abituato' alla precarietà lavorativa: nelle aspettative dei giovani che intendono subito lavorare la stabilità del lavoro é ritenuta, nel complesso, l'aspetto più rilevante fra quelli presi in considerazione. Insomma, il mito del 'posto fisso' resiste.

OLTRE 4 STUDENTI SU 10 PENTITI SCUOLA SCELTA. Se tornassero ai tempi dell'iscrizione alle Superiori 55 diplomati su 100 ripeterebbero lo stesso corso, ma 44 su 100 cambierebbero l'indirizzo di studio e/o la scuola. Perché? il 39% lo farebbe principalmente per studiare altre materie, il 25% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro, il 15% per compiere studi più adatti in vista dei successivi studi universitari e il 21% per altre ragioni. Oltre l'80% si dichiara comunque soddisfatto del corso di studi appena concluso. Una contraddizione che i ricercatori spiegano così: nell'indicare come si comporterebbero se potessero tornare indietro, i diplomati tengono in considerazione le proprie attuali prospettive formative e professionali più che la loro esperienza scolastica in senso stretto.

STAGE ED ESPERIENZE ALL'ESTERO. Il 48% dei diplomati ha svolto uno stage previsto dai programmi scolastici. Lo hanno fatto soprattutto gli studenti degli indirizzi professionali dove queste attività formative sono praticamente obbligatorie. Gli stage sono rari (il 15% degli studenti) solo nei programmi didattici del liceo classico. Il 31% dei diplomati, inoltre, ha avuto un'esperienza di studio all'estero. Tra le destinazioni più gettonate il Regno Unito (46%), la Francia (15%), la Spagna (11%) e l'Irlanda (9%).

SPOPOLA FACEBOOK. Tra le attività extrascolastiche ha acquisito uno spazio sempre più importante l'utilizzo di Facebook o di altri siti web di reti sociali, divenuto un'abitudine quotidiana per il 70% degli studenti; altri 23 diplomati su cento si collegano comunque almeno una volta alla settimana.

L'INGLESE? METÀ DIPLOMATI LO LEGGE BENE. L'inglese si conferma come la lingua straniera più diffusa tra i ragazzi. Infatti, 50 diplomati su cento dichiarano di avere una conoscenza "almeno buona" dell'inglese scritto. Questa quota varia in funzione del percorso di studio: per i liceali è pari al 60%, per i tecnici il 48, per i professionali il 35. La conoscenza scritta del francese, dello spagnolo e del tedesco è decisamente più contenuta: i diplomati con conoscenza "almeno buona" sono rispettivamente il 14, l'11 e il 3 per cento.




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