Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
venerdì, 23 giugno 2017

Pubblicato: 26/11/2013

M5s primo partito in Sicilia col 25%

Demopolis: se si andasse oggi a votare per il rinnovo del Parlamento il Movimento si confermerebbe al primo posto nell'Isola. Scende il Pd, la scissione del Pdl non provoca contraccolpi nel centrodestra. Cresce di poco il Megafono, la fiducia dei cittadini nella politica sprofonda al 3%. All'interno i grafici

PALERMO - Secondo l'Istituto Demopolis se ci si recasse oggi alle urne in Sicilia per il rinnovo del Parlamento nazionale il Movimento 5 Stelle si confermerebbe con il 25% primo partito nell'Isola, pur restando lontano di circa otto punti dal successo ottenuto alle Politiche del febbraio scorso. Il Partito democratico, in attesa delle Primarie dell'8 dicembre, otterrebbe il 16,5%, registrando negli ultimi 10 mesi una riduzione del consenso di 2 punti percentuali.

In attesa dell'annunciata decadenza di Berlusconi dal Senato, il centrodestra sembra beneficiare, almeno per il momento, della scissione del Pdl. Demopolis ha fotografato il peso dei due partiti in Sicilia: Forza Italia è attestata al 16%; il neonato centrodestra di Alfano si posiziona al 12%, traendo beneficio dalla forte esposizione mediatica e da una certa capacità di attrazione di segmenti dell'elettorato centrista che avevano preferito Monti lo scorso febbraio: si tratta comunque di un dato destinato a mutare nelle prossime settimane.

Se alleati, come ipotizzato dai due leader, Fi e Ncd raggiungerebbero nell'Isola il 28%. Si confermano le difficoltà dell'Udc, ferma al 3%. Secondo l'istituto cresce invece, sia pur di poco, il Megafono del presidente della Regione Crocetta, attestato oggi all'8% nel voto per le elezioni politiche nazionali. Intorno al 2% Sel e Fratelli d'Italia.

Il partito più forte resta però nell'Isola quello dell'astensione, stimata oggi al 42%. E' crollata intanto al 3% la fiducia dei cittadini nei partiti: il dato di novembre rappresenta il valore più basso mai registrato negli ultimi vent'anni di analisi dell'opinione pubblica. Chiara appare anche la frantumazione del consenso, con numerose liste di centro, di sinistra e di destra che, in attesa delle future alleanze, si posizionano oggi sotto il 2%.

Molto diverse da quelle registrate per le Politiche risulterebbero oggi, fra l'altro, con variazioni molto significative per ciascun partito, le scelte di voto dei siciliani per le elezioni regionali. Ma quello fotografato oggi, secomndo Demopolis, è uno scenario destinato a rapidi mutamenti nelle prossime settimane: peseranno probabilmente sulle intenzioni di voto degli elettori la probabile decadenza di Berlusconi, le primarie del Pd che porteranno quasi sicuramente l'8 dicembre Matteo Renzi alla guida del partito, le scelte del governo Letta per fronteggiare una emergenza economica senza precedenti.

Tre siciliani su quattro si dichiarano seriamente preoccupati per la crisi economica ed occupazionale: è un indice, quello rilevato da Demopolis, che risulta oggi raddoppiato rispetto all'autunno del 2009. La profonda crisi che ha colpito le famiglie e il tessuto produttivo dell'Isola non potrà non incidere sugli esiti delle prossime competizioni elettorali in Sicilia.






Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.