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venerdì, 24 marzo 2017

Il ministro Trigilia: "L'Italia si faccia sentire a Bruxelles"


ROMA - "Non ci può essere ripresa in Italia se non si risolve il nodo storico del Mezzogiorno riportando al centro dell'agenda politica un tema che sembra scomparso". Così il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia commentando i dati dell'ultimo rapporto Svimez. Dati "tutti negativi ma che però non devono farci paura" ha detto ancora.

"Ora che l'Italia ha fatto i compiti qualche pugno sul tavolo di Bruxelles può e deve batterlo", ha detto Trigilia sostenendo che i fondi nazionali per il co-finanziamento dei progetti legati ai fondi di sviluppo e coesione e ai fondi strutturali poiché sono legati alla spesa in conto capitale devono essere "scorporati dal deficit". Il nodo dei fondi però - ha sottolineato - è che devono "essere utilizzati bene" non "come marmellata".

"Serve un principio di coordinamento perché il sistema così com'è non funziona. Dobbiamo cambiarlo subito per usare queste risorse in modo più efficace" ha detto il ministro sottolineando che "occorre una visione di sviluppo del Paese in generale, se non si abbandona la logica del 'particulare' non ne usciamo". "Con l'Agenzia per la coesione Territoriale (che diventerà operativa nel marzo 2014) dobbiamo identificare tre o quattro grandi obiettivi tematici sui quali convogliare l'80% dei fondi" ha detto il ministro. Fondi previsti nella misura di 100 miliardi di euro per il nuovo piano di programmazione (2014-2020) così ripartiti: 54 miliardi fondi di Sviluppo e Coesione (ex Fas), 28 miliardi Fondi strutturali europei e 50% di co-finanziamento dei fondi strutturali.

Triglia ha anche richiamato la responsabilità del governo centrale che "una volta assegnati i fondi deve avere il potere di controllo sul loro utilizzo e di sanzionare quelle amministrazioni che non rispettano gli impegni". "Oggi - ha aggiunto riferendosi in particolare alla sanità - stanno pagando i cittadini meridionali con un aumento delle tasse. Invece dovrebbero pagare i responsabili degli sprechi e dei buchi di bilancio". Trigilia ha anche spezzato una lancia in favore della vituperata Cassa per il Mezzogiorno. "Quello che ha fatto negli anni Cinquanta è stato fatto molto bene, dobbiamo ripartire da lì", ha detto.






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