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sabato, 27 agosto 2016

I funerali e la commozione davanti alle bare bianche

A Lampedusa i sopravvissuti rendono omaggio ai connazionali vittime del naufragio: sopra le casse con i numeri 93, 15, 14 e 92 posti dei piccoli orsacchiotti con un cuore rosso. I superstiti saranno indagati per clandestinità. Boldrini: "E' un atto dovuto, ma la repressione non serve". Scelta civica e Sel: "Vergogna". Lega e Pdl: "La legge va bene"

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Urla che si sentono fin dall'esterno dell'hangar, disperazione, pianti: la commemorazione delle 111 vittime del naufragio di giovedì scorso a Lampedusa si è trasformata in un immenso grido di dolore dei sopravvissuti che sono andati a rendere omaggio ai loro connazionali. Ai sopravvissuti è stato accordato, anche in seguito alla richiesta del presidente della Camera Laura Boldrini, di rendere omaggio ai loro fratelli morti. Insieme ai sopravvissuti presenti, tra gli altri, rappresentanti delle istituzioni, la stessa presidente Boldrini, i deputati che fanno parte della delegazione giunta ieri nell'isola e il sindaco Giusy Nicolini. Le bare sono disposte su tre file, sono tutte numerate. Hanno tutte una rosa rossa sopra. Davanti a tutte spiccano quattro piccole bare bianche. Il capannone è blu cobalto. Davanti alla struttura una vasta estensione di terra, proprio quella terra che i migranti hanno tanto atteso di toccare, quella che avrebbe dovuto accoglierli da vivi e invece qui hanno trovato la morte.

COMMOZIONE DAVANTI ALLE BARE BIANCHE. Nell'hangar spiccano quattro piccole bare bianche. Hanno i numeri 93, 15, 14, 92. Sopra dei fiori e in tutte e quattro dei piccoli orsacchiotti con un cuore rosso. La scena spezza il cuore e non c'è niente da fare se non restare in silenzio, per, come ha detto il parroco Stefano, "per ascoltare il dolore e la sofferenza dei nostri fratelli morti".

SUPERSTITI INDAGATI PER CLANDESTINITA'. I superstiti del naufragio di Lampedusa, dopo essere identificati, saranno indagati per immigrazione clandestina dalla Procura di Agrigento. La contestazione non sarà mossa ai minorenni. Nessuna iscrizione è ancora materialmente avvenuta, ma ci sarà, perché è un atto dovuto, spiegano i magistrati, legato all'ex decreto legislativo 286 del 1998, poi diventata nel 2002 legge Bossi-Fini. Il procedimento di iscrizione nel registro degli indagati degli extracomunitari che entrano in Italia senza permesso è automatico. È stato introdotto nel 2009 con una modifica alla Bossi-Fini, con la norma 10/bis che ha istituito il reato di immigrazione clandestina, punibile con una multa di 5.000 euro.

"UN ATTO DOVUTO". Dalla Procura di Agrigento spiegano che "è un atto dovuto" e che, quindi, "non si poteva fare altrimenti". E che la norma rallenta le indagini a Lampedusa, dove è difficile trovare un avvocato, tanto che un legale è arrivato dalla Città dei Templi. Un presunto scafista, un tunisino di 35 anni, è indagato per naufragio e omicidio plurimi, e almeno un testimone, durante spontanee dichiarazioni, lo indica come il 'capitano' dell'equipaggio, ma la Procura non ha adottato alcun provvedimento. L'accusa deve essere formalizzata e verbalizzata davanti a un legale, perché anche il testimone è indagato di reato connesso, per immigrazione clandestina. La sintesi è nelle parole della Procura di Agrigento, che ieri aveva precisato la questione sottolineando che non c'era ancora alcun fermo: "Sono in corso i riscontri", ma è "tutto più difficile perché i testimoni sono indagati".

BOLDRINI: "NO A MISURE REPRESSIVE". Il presidente della Camera, Laura Boldrini, si è recata al Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa, dove sono stipati oltre mille migranti a fronte di una capienza di 300 posti. "Con le misure repressive non risolveremo mai il problema: è impensabile che chi fugge da guerre e morte si fermi davanti a delle ipotesi di reato". La Boldrini ha chiesto che "questa tragedia non venga sdoganata con qualche ora di commozione ma la politica dia seguito con interventi legislativi".

Nel corso della visita Boldrini era accompagnata dai membri dell'intergruppo di lavoro sull'immigrazione della Camera che hanno potuto constatare le condizioni in cui vivono gli immigrati definendole "indegne di un Paese civile" e annunciando un impegno immediato in sede legislativa per migliorare l'attuale norma sull'immigrazione. "Il dovere delle istituzione è non stare nel Palazzo - ha detto Boldrini - e oggi i parlamentari hanno preso degli impegni. Questa è la politica che bisogna fare".

Il presidente della Camera ha poi sottolineato che si farà di tutto per accogliere le richieste dei sopravvissuti e cioè quella di poter identificare i loro familiari morti nel naufragio e di lasciare prima possibile il centro. Infine, Boldrini ha ribadito la necessità di fare chiarezza sulla legge sull'immigrazione. "Chi soccorre in mare fa una cosa legittima e doverosa, è un principio sacrosanto, a prescindere dalle leggi. Soccorrere è un dovere, non soccorrere è reato".

"UNA VERGOGNA". La notizia dell'inchiesta, anche se come atto dovuto, sui sopravvissuti è definita una "vergogna" da Mario Marazziti di Scelta civica, che sollecita "l'abolizione del reato di immigrazione cosiddetta 'clandestina'" e da Nicki Vendola, che su Twitter scrive: "Ieri le parole commosse per le tv, oggi si torna alla normalità della Bossi-Fini: i 155 sopravissuti di Lampedusa indagati". Il leader della Lega, Roberto Maroni, difende la legge che si "augura non venga cambiata" imputando la colpa a "chi non fa accordi internazionali". Per il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri del Pdl, "la legge va bene", e le "critiche sono pretestuose e negano l'evidenza: la colpa è dell'Europa".

"I MORTI SONO OLTRE 360". "Il barcone, che è naufragato a poca distanza dalla costa lampedusana l'altro ieri, aveva a bordo 518 migranti. Ce lo hanno detto con precisione alcuni sopravvissuti che abbiamo incontrato nel centro di accoglienza. Loro dicono di aver fatto un calcolo preciso contando i viaggi dei pulmini che li portavano sul natante a Misurata". Lo ha dichiarato l'on. Mario Marazziti  stamane a Lampedusa con il presidente della Camera Boldrini e i deputati dell'intergruppo parlamentare di lavoro sull'immigrazione. Secondo la cifra fornita dai migranti superstiti sarebbero quindi 363 i morti del naufragio, considerato che 155 sono i sopravvissuti. Centoundici corpi sono stati recuperati e quindi mancherebbero all'appello 252 persone.

"I migranti ci hanno raccontato - ha aggiunto - che il loro barcone alle 3.30 dell'altro ieri era davanti alla costa lampedusana. Una barca si sarebbe avvicinata per prendere coscienza di chi vi fosse a bordo e poi si sarebbe allontanata. I migranti avrebbero visto un'altra barca un po' più lontano ma non sanno dire se fossero stati visti. Coi motori fermi, il barcone strapieno di persone sarebbe rimasto fermo per circa un'ora davanti alla costa facendo anche segnali acustici con la sirena. A bordo nessuno aveva telefonini perché erano stati sequestrati. Qualcuno ha allora deciso di dar fuoco a una coperta per segnalare la propria posizione. A quel punto i migranti, per paura delle fiamme si sarebbero spostati su un lato dell'imbarcazione che si è rovesciata scaraventando tutte le persone a mare. Questo sarebbe avvenuto poco prima dell'alba, verso le 6.20". 






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