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martedì, 27 giugno 2017

Bartolotta rimette il mandato
Crocetta: "Riapriamo il dialogo"

Dopo Bianchi anche l'assessore regionale alle Infrastrutture si dimette con una lettera inviata al governatore e al segretario regionale del Pd. Soddisfatto Lupo. In giunta, quota Dem, restano ancora Scilabra e Lo Bello

PALERMO - Nino Bartolotta ha rimesso il suo mandato di assessore alle Infrastrutture nelle mani del governatore Rosario Crocetta e del Pd. Le motivazioni sono scritte in una lettera inviata al presidente della Regione e al segretario siciliano dei democratici, Giuseppe Lupo.

Bartolotta è espressione della corrente Innovazioni del Pd, che fa capo al deputato Francantonio Genovese. La sua scelta ricalca quella di Luca Bianchi, delega all'Economia, anche lui ha rimesso il suo mandato nelle mani di Crocetta e del Pd.

Togliendo il sostegno al governo Crocetta, la direzione regionale del Pd aveva chiesto agli assessori che lo rappresentano in giunta di dimettersi. Gli altri due assessori Pd , Nelli Scilabra e Mariella Lo Bello, nei giorni scorsi hanno dichiarato che non intendono dimettersi.

Soddisfatto il segretario Lupo. "Esprimo apprezzamento per la scelta di Nino Bartolotta di rimettere il mandato di assessore della giunta Crocetta rispettando così la decisione della direzione del Pd. Con il suo gesto dimostra ancora una volta senso di responsabilità e di appartenenza al Partito Democratico".

Crocetta adesso chiede spazio per il dialogo. "Il Presidente e gli assessori giurano fedeltà alla  Sicilia e al suo Statuto. Apprezzo molto il gesto di disponibilità che  l'assessore Bartolotta ha mostrato, consegnando al Presidente e al Segretario del Pd, la disponibilità del proprio mandato. Solo che io non intendo  assolutamente accettare tali dimissioni poichè si fa parte del governo sulla  base di un patto pubblico che si firma e si sottoscrive non solo nei confronti  del presidente, ma dei siciliani e dello Statuto. In questo momento difficile  il governo deve andare avanti perché abbiamo responsabilità rilevanti, che  derivano da difficile situazione che abbiamo ereditato. Bisogna pensare al  lavoro, alle infrastrutture, ai comuni, alla questione sociale, al risanamento  dl bilancio e non ritengo sia il momento di rivedere una squadra governo che ha  dimostrato grande capacitá nell'affrontare le questioni della Sicilia".

"Il  popolo siciliano ci chiede di governare, in un raccordo corretto col parlamento  e coi partiti. Ma la costituzione ha assegnato ai partititi e agli organi  istituzionali competenze diverse. Sono rispettoso dei partiti e della loro  indipendenza, ma sono altrettanto geloso dell'autonomia delle istituzioni. Gli  assessori sono stati condivisi dai partiti 10 mesi fa e sinceramente non  capisco cosa spinga oggi il Partito Democratico a rivedere una squadra  assessoriale che funziona. Il dialogo col Pd da parte mia c'e' sempre stato e  continuerà ad esserci, ma non può essere basato sulla questione del nome degli  assessori ma su ragioni di strategia, che devono avere al centro la Sicilia e  la sua stabilitá, in un momento di grave difficoltà nazionale che non può non  pesare sulle valutazioni che noi facciamo. Riconfermo la fedeltà al mio  partito, come iscritto al Pd, ma non posso rinnegare la fedeltà che devo alle  Istituzioni e al Popolo siciliano. Nessuno mi può chiedere questo".

"Riapriamo il  dialogo e il confronto, ma sulle questioni programmatiche, nel rispetto del  programma che abbiamo sottoscritto con i cittadini e sulla necessitá di  accelerare l'azione di rinnovamento e cambiamento della Sicilia e delle grandi  riforme che dobbiamo affrontare. Bianchi e Bartolotta continuano a lavorare  nell'interesse della Sicilia e dei siciliani".




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