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venerdì, 22 settembre 2017

Catania, auto rubate su richiesta
ambitissime le Fiat Panda e 500

Sgominata una banda di ladri che agiva su commissione, l'ordine arrivava da clienti di Agrigento: dieci arresti

CATANIA - Una banda di ladri di autovetture che agiva come una concessionaria è stata sgominata dalla squadra mobile di Catania che ha eseguito cinque arresti, tre dei quali ai domiciliari, e altrettanti obblighi di dimora.

Il gruppo agiva su ordinazione: arrivato l'ordine da clienti di Agrigento rubavano auto su commissione. La vettura veniva poi 'riciclata' e venduta al richiedente a un prezzo fuori mercato. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere, rapine e furti.

L'operazione denominata 'Showroom' è stata eseguita dalla squadra mobile di Catania in collaborazione con la squadra mobile di Agrigento. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip etneo ipotizzando i reati di associazione per delinquere, furti furti d'auto e ricettazione.
Gli arrestati sono Orazio Puglisi, 39 anni, e Agatino Zammataro, di 35. I domiciliari sono stati disposti per Domenico Parisi, 43 anni, Salvatore Nicotra, 40, e Luigi Tornambè, di 41. Il Gip ha disposto l'obbligo di dimora per altri cinque indagati: Andrea Biffi, di 24 anni, Massimiliano Consoli, di 35, Giuseppe Dainotti, di 20, Innocenzo Iacona, di 48, e Maurizio La Marca, di 30.

La polizia ritiene di avere sgominato una rete criminale capace di procurare, rubandole, qualunque tipo di auto. La vettura veniva 'ripulita' e messa sul mercato. Secondo quanto emerso da intercettazioni ambientali, sarebbe stato Nicotra da Agrigento, dove operavano con lui anche La Marca e Tornambè, a telefonare a Puglisi o a Zammataro per fare partire 'l'ordinazione, utilizzando frasi criptiche concordate  come "acquistare presso l'autosalone", che indicava il furto, o "showroom", il luogo dove sarebbe dovuto avvenire. L'ordine era dettagliato e conteneva modello dell'auto, ma anche il colore e persino l'anno di fabbricazione. Tra le più richieste le piccole, ma ambitissime Fiat Panda e Fiat 500.

A Catani il gruppo era organizzatissimo: il furto avveniva nei tempi previsti, anche grazie a sofisticati strumenti tecnologici, come le "centraline elettroniche" contraffatte, che non lasciavano scampo neanche ai sistemi di localizzazione satellitare.




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