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lunedý, 29 agosto 2016

Caos e costi alti per diventare professori

La denuncia dell'Anief: "Duecento euro per ogni test selettivo e duemila euro per la frequenza"

ROMA - I corsi di accesso alla professione insegnante "partono con il piede sbagliato. Alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che dà avvio ai corsi di sostegno per selezionare quasi 6.400 docenti specializzati, ha fatto immediato seguito il bando di una delle Università di Roma cui sono stati assegnati 500 posti da suddividere tra tutti gli ordini scolastici: ai candidati ai corsi di specializzazione verranno chiesti ben 200 euro per ogni test selettivo cui faranno domanda di accesso. E per coloro che saranno ammessi ai corsi si parla di almeno altri 2mila euro per la frequenza". La denuncia arriva dall'Anief.

"Oltre alle spese esorbitanti che i candidati dovranno affrontare, considerando anche che molti di loro tenteranno l'accesso in più atenei e per diversi tipi di insegnamento, c'è il problema dalla disomogeneità di valutazione delle prove: ogni ateneo - spiega l'Anief in una nota - è stato autorizzato dal Miur, attraverso il Decreto Ministeriale del 30 settembre 2011, a predisporre autonomamente la propria prova di accesso. La mancanza di uniformità sui 60 quesiti a risposta multipla, con cinque opzioni di risposta, e di una graduatoria unica nazionale, introdotta invece dallo stesso Ministero dell'Istruzione per l'accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso, sta già determinando tra i candidati i timori di una disparità di trattamento: le critiche si moltiplicano perché i gradi di difficoltà potrebbero cambiare e con lo stesso punteggio si potrebbe essere promossi in un ateneo ma non in un altro".

L'Anief parla poi di "discutibile gestione" dei Percorsi abilitanti speciali (Pas). "Dal quadro riassuntivo delle domande inoltrate al Miur, tramite la piattaforma Istanze on line, risulta - fa notare l'associazione - che centinaia di raggruppamenti di classi di concorso delle scuola medie e superiori, a causa del basso numero di candidati (meno di 10), rischiano ora di non essere attivati". "Inoltre - aggiunge - a oggi mancano chiarimenti sui requisiti di servizio necessari per l'ammissione ai corsi: anche se la 'finestrà per presentare regolare domanda ai Pas è terminata da due settimane, il Miur non ha ancora indicato agli Uffici scolastici le indicazioni complete sulla validità dei servizi svolti e su come avviare, in modo uniforme, le verifiche delle domande per accedere ai corsi abilitanti".




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