Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
martedý, 22 agosto 2017

Chiusura tribunali, protesta interrotta
Crocetta: 'Il governo ci ripensi'

Stazione di Santo Stefano di Camastra occupata contro la soppressione delle sedi di Mistretta e Nicosia. Quattro ore di blocco, in tilt il traffico ferroviario sulla Palermo-Messina. Il presidente della Regione scrive al ministro Cancellieri e incontra i manifestanti: "Pronti a sostenere le spese"

SANTO STEFANO DI CAMASTRA (ME) - È ripreso dopo quattro ore il traffico ferroviario tra Palermo e Messina, sospeso per la protesta contro la soppressione del tribunale di Mistretta (Messina), accorpato a quello di Patti, nel Messinese, e Nicosia (En).

I sindaci del comprensorio e un centinaio di cittadini avevano occupato la stazione di Santo Stefano di Camastra. Il presidio è stato tolto quando è arrivata dal ministero della Giustizia una convocazione per domani mattina. Durante la protesta le Ferrovie hanno attivato un servizio sostitutivo di autobus tra le stazioni di Tusa e Caronia. I treni hanno accumulato ritardi fino a 140 minuti, sei corse sono state cancellate.

In mattinata i binari erano stati invasi da un centinaio di persone tra cui alcuni sindaci e amministratori del comprensorio. "Ci stiamo battendo in maniera strenua contro la soppressione dei tribunali di Nicosia e Mistretta. Lo stiamo facendo perché un territorio di 3.600 chilometri quadrati della Sicilia rischia di ritrovarsi senza alcun presidio di legalità. Ed è un territorio che ha collegamenti precari e con alto tasso di criminalità organizzata", ha detto Piergiacomo La Via, avvocato, responsabile del coordinamento unitario dei manifestanti.

"Tutti i sindaci di 19 Comuni hanno dato vita a un progetto, approvato con delibera, che è la creazione del tribunale dei Nebrodi. Una proposta - ha aggiunto - che non è stata presa in considerazione dal ministero della Giustizia". I 19 Comuni a cui fa riferimento l'avvocato La Via sono otto del comprensorio di Mistretta e undici di quello di Nicosia.

Intorno alle 13 sono giunte le rassicurazioni della Regione siciliana, pronta a sostenere le spese per il funzionamento dei tribunali di Mistretta (Messina) e Nicosia (Enna). Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha incontrato alla stazione di Santo Stefano di Camastra i sindaci e i cittadini che protestavano. L'incontro con gli amministratori si è svolto a palazzo Trabia, sede del municipio di Santo Stefano. La proposta del governatore sarà portata domani al ministero della Giustizia dove i sindaci di Mistretta e Nicosia e i rappresentanti dei comitati che guidano le proteste sono stati convocati dal dirigente dell'amministrazione giudiziaria Luigi Birritteri. "Siamo pronti - ha detto il sindaco di Mistretta, Iano Antoci - a chiedere di accorpare i due Tribunali per creare un unico Tribunale dei Nebrodi. Si potrà così rientrare nei parametri previsti dalla spending review e assicurare il servizio in due centri che ricadono in aree disagiate". La Regione è disponibile, ha assicurato Crocetta, a coprire anche le spese di funzionamento di un nuovo Tribunale unico.

In serata il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha scritto una lettera al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri: "Ritengo sia fondamentale la tutela di quei presidi di legalità ed è mia intenzione chiedere che il governo nazionale riveda la propria posizione con una nuova legge, tenendo conto che c'è la disponibilità della Regione a contribuire per il mantenimento in vita dei tribunali siciliani, strategici ed essenziali per la legalità e la lotta contro il sistema mafioso. Per discutere di questo - conclude il governatore - la prossima settimana incontrerò a Palazzo d'Orleans i sindaci delle città interessate".




Per commentare l'articolo Ŕ necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, Ŕ possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso Ŕ necessaria la verifica, basterÓ cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.