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mercoledì, 18 ottobre 2017

Rilasciati i 2 pescherecci: "Scarafaggi in cella"


ROMA - Sono stati rilasciati stamattina i due motopescherecci italiani - Madonnina, iscritto a Scoglitti (RG), e Principessa Prima, iscritto a Licata (AG) - fermati giovedì scorso dalle autorità di Valletta con l'accusa di pesca illegale in acque maltesi.

A seguito del processo per direttissima, tenutosi venerdì, i capitani delle due imbarcazioni hanno patteggiato e sono stati condannati a 20.000 euro di multa ciascuno. Stamattina, dopo aver dimostrato l'avvenuto pagamento della sanzione, hanno ottenuto dalle autorità maltesi il permesso di tornare in Italia.

Sin dall'inizio della vicenda l'Ambasciata italiana a Malta - in costante contatto con la Farnesina, il comando delle capitanerie di porto ed il legale dei connazionali - ha prestato ai due capitani ed ai loro equipaggi ogni possibile assistenza, fornendo beni di prima necessità e facendo loro visita anche durante il processo.

Anche nel corso del fine settimana l'Ambasciatore Giovanni Umberto De Vito si è recato personalmente al porto di Cospicua (dove i due motopescherecci si trovavano in stato di fermo) consegnando ai connazionali cibo e acqua. L'ambasciata è inoltre intervenuta per accelerare il trasferimento della somma necessaria al dissequestro delle imbarcazioni facendo sì che entrambe possano già oggi ripartire per l'Italia.

In navigazione verso la Sicilia, dove dovrebbe arrivare in serata, il capobarca del peschereccio la Madonnina, Salvatore Penna, parla di "esperienza allucinante: non potrò mai dimenticare la notte che ho trascorso in una cella invasa da scarafaggi. Spero che questa vicenda possa riaprire il tavolo di trattative tra Italia e Malta perché sulla questione delle acque territoriali c'è molto da discutere".






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