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lunedì, 27 marzo 2017

La Radiomarelli a Termini Imerese
trattativa avviata, a breve al Mise

L'azienda svizzera specializzata in elettronica di consumo potrebbe rilanciare l'ex stabilimento della Fiat. Il governatore Crocetta sta seguendo la vicenda che già dalla prossima settimana potrebbe arrivare al ministero per lo Sviluppo economico

TERMINI IMERESE (PALERMO) - Si apre un nuovo spiraglio per il futuro della Fiat di Termini Imerese, fabbrica chiusa da più di un anno e mezzo. Alcuni investitori che fanno capo a Radiomarelli, società svizzera anonima con sede a Lugano, sarebbero disponibili a rilanciare la fabbrica chiusa a fine 2011. Le trattative sarebbero in stato avanzato e il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che sta seguendo l'operazione, presto potrebbe portare il dossier sul tavolo del ministero per lo Sviluppo. Il piano è ancora top secret, in passato si era parlato di un progetto per accumulatori di idrogeno, ma al momento non ci sono conferme.

Sicuramente, qualche dettaglio del progetto potrebbe emergere dalla riunione al Mise, prevista all'inizio della prossima settimana, probabilmente mercoledì. Crocetta, due mesi fa, aveva discusso dei suoi progetti di rilancio dell'area industriale con l'ambasciatore dell'Azerbaigian, Vaquif Sadiqov, annunciando un sopralluogo del diplomatico a Termini Imerese. E della necessità di trovare finanziatori aveva parlato, sempre in quella fase, anche con lo sceicco del Qatar, Mohamed Al Hemadi, durante la sua permanenza in Sicilia per un tour di affari. Se siano rimasti soltanto dei contatti o abbiano prodotto dei risultati si capirà non appena il nuovo dossier sarà presentato in modo ufficiale.

Radiomarelli Sa, con un capitale di 1,8 milioni di franchi svizzeri, opera come trader nel settore tecnologico/hi-tech ed energie rinnovabili. La società, presieduta da Saverio Ciampi, in Sicilia è già impegnata in un'altra operazione: svolge il ruolo di general contractor nel progetto della cooperativa Agro Verde per la realizzazione a Gela della più grande centrale in Europa per la produzione di energia elettrica dal fotovoltaico, un piano da 300 milioni di euro.

Per la Regione, ma soprattutto per i sindacati, il rilancio della Fiat è ormai una corsa contro il tempo. A fine anno scade la cassa integrazione per gli operai, col rischio che duemila persone rimangano senza reddito e senza paracadute sociale. Un pericolo che preoccupa il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato: pochi giorni fa aveva denunciato che nonostante l'impegno di Stato e Regione a stanziare 450 milioni di euro (300 mln per l'accordo di programma e 150 mln per riqualificare il polo) nell'area industriale "sino a questo momento non è stato investito, nè speso, un solo centesimo, neanche per la formazione continua o la riqualificazione del personale Fiat".




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