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venerdì, 30 settembre 2016

Wwf: "Canale di Sicilia, ministro Orlando blocchi trivelle"


ROMA - Bocciare i progetti di ricerca di idrocarburi che Eni e Edison hanno presentato nel Canale di Sicilia, attualmente al vaglio della Commissione Valutazione di impatto Ambientale. È quanto il Wwf ha chiesto alla commissione tecnica competente del Ministero dell'Ambiente, nell'ambito della campagna "Sicilia, il Petrolio mi sta stretto".

"Questi nuovi progetti - spiega l'associazione - si sommano ai due permessi di ricerca già concessi alle stesse compagnie in area contigua e a altri sette titoli minerari che pure insistono nel Canale di Sicilia, un'area ricchissima di biodiversità, di turismo, ma anche di vulcani sottomarini tuttora attivi e considerata ad alto rischio sismico".

Si tratta di elementi, sottolinea il Wwf, "che rendono i potenziali impatti delle trivelle davvero 'esplosivi', certamente incompatibili con il delicato equilibrio ecologico e geologico della zona". Per questi motivi il Wwf chiede al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando di esprimersi "contro questo velleitario rilancio delle produzioni nazionali di idrocarburi che stanno mettendo a serio rischio i nostri mari".

Il Canale di Sicilia, ricorda l'associazione, è un'area estremamente ricca dal punto di vista ambientale - vi nuotano delfini, balenottere, mante mediterranee, aquile di mare, squali, tonni, pesci spada e tartarughe marine - e riveste un'importanza strategica per l'intero Mediterraneo. Per proteggerla il Wwf, nell'ambito la campagna "Sicilia, il Petrolio mi sta stretto", ha attivato una speciale petizione online su wwf.it/ilpetroliomistastretto, da oggi promossa anche dalla piattaforma globale change.org - che per tutta l'estate raccoglierà firme per chiedere di fermare le trivelle e per l'istituzione di un'area protetta a Pantelleria. A supporto della campagna da oggi è online il primo di una serie di video sul rapporto uomo-biodiversità nel canale di Sicilia.




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