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lunedì, 27 febbraio 2017

Pubblicato: 13/07/2013

Caro-vacanze: 7,8 milioni rinunciano

Studio di Confartigianato: la crisi pesa sull'estate degli italiani, chi riuscirà a mettersi in viaggio dovrà fare i conti con gli aumenti di servizi, trasporti e pacchetti turistici

ROMA - Quest'anno la crisi costringe 7,8 milioni di italiani a rinunciare alle vacanze estive e condiziona le ferie di altri 23,3 milioni di nostri connazionali. Ma anche chi si metterà in viaggio, tra caro-servizi, caro-trasporti e pacchetti turistici più salati, porterà in valigia gli effetti delle difficoltà economiche. Alla vigilia dell'esodo, a misurare quanto pesa la crisi sull'estate degli italiani è uno studio di Confartigianato.

Il 55% dei vacanzieri nostrani ha scelto di trascorrere la villeggiatura in località italiane, mentre - dice la rilevazione degli artigiani - i Paesi europei sono la meta indicata dal 22% dei nostri connazionali, e l'11% preferisce località extra-Ue. Il mare si conferma la destinazione privilegiata dal 49,3%. Seguono le vacanze in montagna (12,6%), e le città d'arte (10,7%). Ma chi si mette in viaggio deve fare i conti con il caro-vacanze. Tra il 2009 e il 2013 l'indice dei prezzi dei servizi per le vacanze è aumentato del 15,1%, e quello dei trasporti addirittura del 21,8%, dice Confartigianato. Più contenuti i rincari dei pacchetti vacanze (+8,7%) e di alberghi e ristoranti (+6%).

L'impatto dell'inflazione sulle ferie degli italiani si fa sentire soprattutto per i carburanti che in Italia costano l'11,9% in più rispetto alla media dell'Eurozona. In particolare, il nostro Paese ha il record negativo per il prezzo della benzina verde, superiore dell'8,5% rispetto alla media Ue, e per quello del gasolio auto, superiore del 15,6% rispetto alla media europea. Su chi parte e su coloro che restano a casa incombono le incertezze in tema di lavoro e fisco. Il tasso di disoccupazione è arrivato al 12,8%, mai così alto dal 1977.

Per quanto riguarda le tasse, nel corso del 2012 la pressione fiscale ha registrato una crescita record pari a 1,4 punti di Pil e contemporaneamente il potere d'acquisto delle famiglie è calato del 4,8%. Tra le voci che hanno pesato di più sui bilanci delle famiglie vi sono il passaggio da Ici a Imu, che ha comportato un maggiore esborso di 14,5 miliardi, e l'imposizione fiscale sui carburanti, aumentata di 5 miliardi tra il 2011 e il 2012.

La crisi ha influenzato pesantemente i flussi turistici in Italia: tra aprile 2012 e marzo 2013 il numero dei clienti, italiani e stranieri, di strutture ricettive e quello dei pernottamenti sono calati rispettivamente del 5,7% e del 6,3%. E rispetto ai 12 mesi precedenti, le presenze turistiche sono diminuite del 6%. E, così l'Italia nel 2012, si è classificata soltanto al terzo posto, dopo Francia e Spagna, nella classifica Ue per attrazione di turisti. A risentirne sono tutte le attività imprenditoriali connesse al turismo, dove operano 214.441 imprese artigiane, diminuite dello 0,4% tra marzo 2012 e marzo 2013.




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