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lunedì, 27 febbraio 2017

Rapporto Res, consumi in picchiata
La ripresa in Sicilia solo nel 2014

Palermo: per l'osservatorio si registra una contrazione del Pil del 3,8% per l'anno in corso. In aumento il numero delle ore di cassa integrazione, soprattutto nel settore dell'edilizia e dell'industria

PALERMO - "Alla fine del primo semestre del 2013 il quadro economico regionale presenta un acuirsi della recessione, evidenziando tutti i limiti e la debolezza del sistema siciliano". L'analisi condotta dall'osservatorio congiunturale della Fondazione Res, i cui dati sono stati resi noti stamattina in un incontro al quale ha preso parte il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia spiega: "I principali indicatori congiunturali appaiono fortemente negativi allontanando al 2014 i primi possibili segnali di ripresa. Il cedimento della domanda aggregata risulta decisamente più marcato rispetto alla media nazionale soprattutto nei consumi delle famiglie, che costituiscono la componente di maggior rilievo nell'economia regionale. Anche l'andamento degli investimenti registra una nuova e più evidente frenata rispetto alle precedenti previsioni, sintomo - conclude - della debolezza strutturale della base produttiva e della minore fiducia da parte degli operatori sul prospettive di soluzione della crisi in atto".

I segnali di recessione in Sicilia si manifestano soprattutto sul versante della domanda aggregata, con una contrazione del Pil del 3,8% prevista per il 2013. Per il report, l'incremento dei prezzi al consumo appare più modesto rispetto all'anno precedente, principalmente per il rallentamento del quadro congiunturale. Deludenti anche le statistiche sul lavoro, con un tasso di disoccupazione che in Sicilia nel biennio 2013-2014 potrebbe attestarsi oltre il 20%, dato superiore di oltre 8-10 punti rispetto alle previsioni nazionali. Secondo le stime attuali, inoltre, i consumi primari in alimentari, bevande, abbigliamento e calzature dovrebbero registrare un rallentamento a fine anno del 3,8%. La crisi economica influenza le abitudini dei siciliani con un forte calo delle spese legate al benessere e tempo libero. Si registra un forte calo, in particolare, della voce "comunicazioni".

CASSA INTEGRAZIONE IN AUMENTO. È ancora in aumento il numero delle ore di cassa integrazione guadagni (Cig) in Sicilia nei primi cinque mesi del 2013 (+7,4%). La netta crescita delle ore autorizzate (+25%) e in deroga (+56%) è stata infatti parzialmente compensata dalla flessione della componente straordinaria (-33%). L'aumento delle ore richieste ha interessato in particolare l'industria e l'edilizia. Inoltre, nel primo trimestre del 2013 le persone in cerca di occupazione sono aumentate di 14mila unità (+4,1%): il dato riguarda uomini e donne, in particolare con precedenti esperienze lavorative. Le buone notizie arrivano dal turismo con un aumento nel 2012 degli arrivi (+2,8%). L'incremento dei flussi è da attribuire prevalentemente alla componente straniera. I dati dell'osservatorio turistico regionale segnalano una crescita della domanda a Palermo (+4,5%), Ragusa (+7,7%) e Siracusa (+14,1%). Di segno negativo i dati relativi ad Agrigento (-2,3%), Caltanissetta (-4,7%) e Messina (-2,4%).

SICILIA MAGLIA NERA. Nei primi 4 mesi dell'anno il saldo tra le imprese siciliane che aprono e che chiudono è di -1.557. Un dato da cui si evince quanto ancora siano duraturi gli effetti della crisi. Con questi numeri, emersi nel report della Fondazione Res a cui ha partecipato il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia, la Sicilia è la maglia nera d'Italia. "Per curare l'economia siciliana occorre anzitutto mettere in campo le risorse che contrastino la recessione in atto" ha affermato Trigilia.

FONDI EUROPEI. Lo stato di attuazione dei due principali programmi europei (Fse e Fesr) segnala preoccupanti ritardi. A fronte di una dotazione di 4,36 miliardi, la spesa certificata totale del Fesr è ferma al 27,4%, mentre quella del Fse (che ha un budget di 1,6 miliardi di euro) arriva al 40,9%. Il ministro Trigilia ha incontrato, proprio sul tema dell'accelerazione della spesa, il governatore siciliano Rosario Crocetta. È stato costituito un gruppo di lavoro ministero-Regione per non perdere i finanziamenti. "Ancora una volta emerge l'incapacità della regione siciliana di spendere fondi europei per promuovere sviluppo. È amaro constatare che i governi cambiano ma la situazione al riguardo resta sempre la stessa, mentre la Sicilia rischia di precipitare - spiega - Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil dopo la presnetazione del report della Fondazione Res - Si conferma la drammaticità della situazione. Quel calo del Pil del 3,8%, che si inscrive in un trend che fa registrare dal 2008 al 2013 per il prodotto interno lordo un -15%, la dice tutta sulla tendenza della nostra economia". Per Pagliaro "la questione va affrontata secondo una visione di insieme che abbia come punto di partenza ciò che abbiamo, le vocazioni territoriali, nella logica dell'economia di prossimità. Ed è in quest'ottica - aggiunge- che vanno spesi, e presto, i fondi europei, concentrando gli interventi e qualificandoli. Ribadiamo - conclude il segretario della Cgil - la nostra disponibilità al confronto per venire a capo di una situazione così difficile". 





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