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mercoledì, 26 luglio 2017

Pubblicato: 01/07/2013

Il sindaco Nicolini: "Evento epocale"


LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - "È un evento epocale, è il riconoscimento del fatto che non siamo più la fine dell'Italia e dell'Europa, ma siamo l'inizio. Da qui partirà un messaggio che costringerà il mondo ad aprire gli occhi su quello che è stato sofferto solo da questa piccola isola, sperduta nel Mediterraneo", ha detto il sindaco delle Pelagie, Giusi Nicolini, commentando la notizia della visita di papa Francesco a Lampedusa.

"Mi sono affannata tante volte a sottolineare come il fenomeno dell'immigrazione clandestina non sia una emergenza. - ha aggiunto - È un dramma che viviamo da 15 anni e ciò dimostra che il corso della storia. Non possiamo chiudere gli occhi sul Mediterraneo che è diventato cimitero marino, non possiamo restare inermi ad assistere a tutto ciò. Lampedusa - ha continuato il sindaco - non può essere lasciata sola in questo compito immane. Con la visita di papa Francesco, finalmente è la fine di una grande solitudine".

"Lampedusa non si vestirà a festa per la visita di papa Francesco", spiega Nicolini. "Farò in modo che il Papa veda l'isola per come è. Certamente faremo il possibile per essere accoglienti, per garantire sicurezza e ordine. Ma il santo Padre deve vedere l'isola coi barconi ancora lì, in che modo è stata abbandonata nel corso degli anni". La comunità di Lampedusa non vuole, quindi, dare un messaggio falsato a Bergoglio: "Credo che la sua volontà sia quella - dice - di scoprire la Lampedusa autentica".






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