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giovedì, 29 settembre 2016

Pubblicato: 20/06/2013

Realmonte, giù tre ecomostri

Le ruspe tornano in azione a scala dei Turchi, cominciato l'abbattimento a lido Russello di alcuni immobili privati abusivi. Gli ambientalisti di MareAmico: "Adesso la procura si occupi anche dell'inquinamento delle acque di San Leone". L'assessore Lo Bello: "Sia da esempio per gli altri Comuni siciliani"

REALMONTE (AGRIGENTO) - È cominciata la demolizione dei tre ecomostri di lido Rossello, a Realmonte (Agrigento). Le ruspe tornano in azione una decina di giorni dopo l'abbattimento dello scheletro che sorgeva sulla spiaggia della scala dei Turchi. Determinante è stato, per entrambi i casi, l'impulso - dopo decenni di silenzi - della Procura di Agrigento che ha inviato una ingiunzione al Comune, pena l'incriminazione per omissione in atti di ufficio e favoreggiamento dell'abusivismo edilizio. Gli immobili, che entro domani saranno abbattuti dagli stessi proprietari, sono stati costruiti nell'ambito di un progetto che prevedeva la realizzazione di dieci villette in riva al mare.

L'Associazione ambientalista MareAmico plaude all'azione della procura e coglie l'occasione per evidenziare la vicenda legata all'inquinamento ventennale delle acque del mare di San Leone. "Che ancora nel 2013 si permetta lo sverso "tal quale" delle fogne non depurate in mare è una cosa illegale, incivile ed anche immorale - scrivono in una nota - Il depuratore di villaggio Mosè non svolge il proprio compito e sversa il suo contenuto inquinante presso un vallone e poi nel fiume Naro e quindi nel mare di Cannatello inquinandolo".

Legambiente esprime "grande soddisfazione". "Quello che arriva dalla Sicilia con questi abbattimenti di Realmonte è un segnale di notevole importanza - dice il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana - Le ruspe stanno mettendo la parola fine a una pagina nerissima della speculazione edilizia sull'Isola". "Questi segnali dimostrano come, probabilmente, sul piano culturale la battaglia contro l'abusivismo edilizio sia stata vinta - commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - ma non si riuscirà a fermare il fenomeno finchè non la si vincerà anche sul piano politico. Non solo abbiamo assistito nell'arco delle ultime due legislature a 18 tentativi di riaprire il condono, ma l'ultima invenzione del senatore Ciro Falanga di impedire alle procure di eseguire gli abbattimenti dimostra, al contrario, quanto sia urgente un intervento legislativo che renda rapidi ed efficaci gli abbattimenti".

A lido Rossello, nei primi anni Novanta, con uno strumento urbanistico ormai scaduto, alcuni assessori rilasciarono a sè stessi una serie di concessioni edilizie per realizzare palazzine in riva al mare. Nel 1992 le prime denunce di Legambiente, nel 1993 la magistratura annulla la concessione e blocca i lavori. Nel febbraio del 1994 l'intera Giunta municipale, la commissione edilizia e alcuni imprenditori vengono arrestati, processati e condannati. Negli anni seguenti i proprietari tentano la carta del ricorso al Tar, ma senza successo. A maggio 2011 il consiglio di giustizia amministrativa boccia il ricorso dei proprietari e il sindaco sembra voler procedere con le pratiche per la demolizione: annullare le concessioni edilizie, acquisire gli scheletri e poi lasciare spazio alle ruspe. Oggi la demolizione.

"La demolizione degli ecomostri di Lido Rossello, che per un ventennio hanno deturpato la spiaggia accanto alla Scala dei Turchi, rappresenta un’altra pagina storica nel contrasto all’abusivismo in Sicilia e un segnale importante verso una nuova cultura della tutela dell’ambiente e del paesaggio" commenta l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello. "Mi auguro adesso che altri Comuni siciliani – aggiunge l’assessore Lo Bello, che proprio la settimana scorsa ha presentato il primo “Rapporto sull’ abusivismo edilizio in Sicilia” – diano seguito alle ordinanze di demolizione, è anche previsto il commissariamento degli Enti locali che non rispettano le norme sulla tutela ambientale.  Con una circolare inviata ai Comuni stiamo tentando di accelerare le operazioni di acquisizione al demanio delle strutture abusive ancora non demolite dai proprietari, altrimenti saranno gli uffici regionali a denunciare omissioni all’autorità giudiziaria".

"Il contrasto all’abusivismo edilizio e la valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico della Sicilia – conclude l’assessore Lo Bello - sono tra le priorità della Giunta regionale che vede il territorio come la nostra principale risorsa da tutelare e promuovere in chiave di sviluppo turistico ed economico incoraggiando attività produttive ecosostenibili".






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